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L`Europa siamo noi

Il Presidente della Repubblica incontra gli studenti per parlare di Europa.

In occasione del semestre italiano di Presidenza del Consiglio dell'Unione Europea il Quirinale ha aperto le porte agli studenti delle scuole secondarie superiori per parlare di Europa e di come questa sia parte della vita quotidiana di tutti i suoi cittadini.
Si tratta di tre incontri tematici dedicati ai diritti, alla scienza e alla cultura.
 
Il primo, "L'Europa dei diritti", si è tenuto il 24 ottobre 2014 nel salone dei Corazzieri e vi hanno partecipato circa 130 allievi provenienti da scuole di diverse parti d'Italia. 
A spiegare ai ragazzi perché l'Europa è fondamentale per il riconoscimento e la tutela dei nostri diritti sono stati Marta Cartabia, giudice della Corte Costituzionale, e Vladimiro Zagrebelsky, per circa nove anni giudice della Corte Europea dei Diritti Umani e adesso direttore del centro studi Laboratorio dei Diritti Fondamentali (LDF) di Torino.
 
Il 7 novembre è stata la volta di un incontro intitolato "L'Europa della Scienza". A parlare con i ragazzi, una dei più grandi scienziati mondiali, Fabiola Gianotti, italiana che è stata scelta il 4 novembre scorso per dirigere dal 2016 il Consiglio Europeo per la Ricerca Nucleare (CERN) di Ginevra, e Roberto Cingolani, direttore dell'Istituto Italiano di Tecnologia di Genova. Fabiola Gianotti e Roberto Cingolani hanno illustrato ai ragazzi gli straordinari sviluppi della ricerca scientifica in Italia e in Europa e quale futuro la tecnologia potrà presto aprirci.  
 
Il 28 novembre infine si è parlato de "L'Europa della Cultura", con due italiani molto conosciuti nel mondo: Umberto Eco, autore di saggi e romanzi di grande successo tradotti in numerose lingue, e Renzo Piano, architetto le cui opere si trovano in importanti città dentro e oltre i confini europei, adesso senatore a vita impegnato in un ambizioso progetto di valorizzazione delle periferie urbane. Eco e Piano hanno spiegato come l'Europa, prima ancora che un fenomeno istituzionale ed economico, sia uno straordinario veicolo di integrazione e crescita culturale.