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La Giornata della memoria e dell`impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie

Dal 1996 il 21 marzo si celebra si celebra la 'Giornata della Memoria e dell'Impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie'. Promossa dal MIUR in collaborazione con l’associazione ‘Libera’ e rivolta anzitutto alle scuole di ogni ordine e grado, la giornata si svolge ogni anno in una città diversa. Quest'anno, per la XXIII edizione, sarà Foggia a ospitare l'avvenimento centrale della giornata. Alla città pugliese si uniranno ben 4.000 luoghi in tutta Italia.
Come ogni anno, la rete dell'associazione 'Libera', gli enti locali, le realtà del terzo settore, le scuole e tanti cittadini si stringeranno al dolore dei familiari delle vittime delle mafie, per ricordare il loro sacrificio della vita e per creare in tutto il Paese una memoria responsabile e condivisa, che dal ricordo può generare nel presente impegno e giustizia quotidiana. Il titolo di questa edizione sarà “Terra. Solchi di verità e di giustizia”. La scelta stavolta è caduta su Foggia e sulla Puglia con un duplice intento: porre l’attenzione su una mafia emergente, particolarmente violenta e in parte ancora sottovalutata come quella del Gargano, ma soprattutto evidenziare le realtà belle e positive di una Regione rinomata per la sua generosità, e che a partire da una terra proverbialmente fertile, vuole tracciare “solchi di verità e di giustizia”. 
Nel primo giorno di primavera (simbolo di rinascita),  Foggia verrà percorsa da migliaia di persone appartenenti a diverse realtà (istituzionali, amministrative, scolastiche, ecclesiali, associative, cooperative, sindacali), al seguito di oltre 1000 familiari delle vittime di mafia. Nel pomeriggio si terranno i consueti incontri e seminari di approfondimento, nella convinzione che il sapere, la presa di coscienza e l’impegno che ne deriva siano i requisiti per contrastare le forme di abuso, di violenza, di corruzione che soffocano il nostro Paese. Simultaneamente, in ogni parte d’Italia verranno letti, uno per uno, tutti i nomi delle vittime innocenti delle mafie, dalla fine dell’800 a oggi, per ricordarne il sacrificio e rinnovarne gli ideali.
In occasione di questa Giornata, Il portale Rai Storia ha realizzato questo Speciale Web, con video e articoli selezionati sul tema, per conoscere meglio i protagonisti della lotta alle mafie, per approfondire e riflettere sulla necessità di una cultura della legalità. 
 
La programmazione del canale Rai Storia il 21 marzo includerà due puntate di ‘Diario Civile’ sul tema della legalità: 
-alle ore 19 ‘Giuseppe Marrazzo, una vita contro le mafie’. L’appuntamento con le storie di Giuseppe Marrazzo raccoglie gli stralci di tre documentari che ripercorrono le figure di Boris Giuliano, Cesare Terranova e Piersanti Mattarella: un poliziotto, un magistrato e un politico uccisi in meno di otto mesi a Palermo.
-alle ore 21.10, “Sacra Corona Unita. Memorie della quarta mafia”. Sono passati 35 anni dal primo maggio 1983, dal giorno in cui, nel carcere di Bari, Pino Rogoli diede vita alla Sacra Corona Unita. E sono passati 15 anni dall’arresto di Filippo Cerfeda, l’ultimo boss storico della SCU. In quei vent’anni si è assistito in Salento all’ascesa e al declino della quarta mafia.
Nata come reazione della criminalità locale alle mire espansionistiche della Nuova Camorra Organizzata di Raffaele Cutolo, la Sacra Corona Unita in pochi anni riesce a riunire l’intera malavita salentina. Dallo spaccio di droga alle rapine, dalle estorsioni alle bische clandestine; gli uomini che Pino Rogoli guida dal carcere si impossessano in breve tempo di ogni fonte di guadagno illecito. Anche il contrabbando di sigarette, il più redditizio tra i traffici pugliesi, passa rapidamente in mano alla SCU.
Ma quella salentina è una mafia giovane e dalle radici fragili, senza legami familiari tra gli affiliati e lacerata da continue lotte intestine; e tanto rapida e inarrestabile è stata la sua ascesa quanto veloce sarà il suo declino. I due maxiprocessi leccesi degli anni ‘90, e le imponenti operazioni di polizia a cavallo con gli anni 2000, metteranno letteralmente in ginocchio l’organizzazione creata da Rogoli.
Attraverso le memorie di un immaginario boss sacrista interpretato da Paolo Sassanelli, e con gli interventi di magistrati, storici e giornalisti, il documentario ripercorre i vent’anni di vita della Sacra Corona Unita.