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Rubrica: Lezioni di giornalismo

Conversazioni di Eugenio Scalfari con Antonio Gnoli

Nei ricordi del fondatore de “la Repubblica”  l’ intreccio  di vita nazionale e vicenda personale è il tessuto su cui scorre la straordinaria avventura del giornalismo italiano,  dalla fondazione del “Corriere della Sera” e della “Stampa”, con i due stili di riferimento, le firme e i profili editoriali, fino al quotidiano  telematico dei nostri giorni.

 "Io credo che il giornale scritto permarrà, come anche il libro scritto permarrà. Vedo due esigenze. Una è che continuerà ad esistere, nonostante l’uso delle tecnologie sia molto diffuso e crescente, una quota di popolazione che vuole conoscere il pensiero e quindi i commenti, la cultura, l’applicazione pratica dell’economia, tutto quello che contiene un pensiero (...) Poi c’è un’altra ragione, e cioè che nella navigazione della rete bisogna in qualche modo fidelizzare i naviganti a un sito. (…) Per fidelizzarli ci vuole un giornale scritto che sia una specie di gallina che cova le uova, e le uova sono poi il nutrimento del sito".
Così Eugenio Scalfari, testimone e presenza autorevole e carismatica, ci accompagna nell’avvincente racconto di un paese visto con gli occhi dell’analista  profondo e lucido della nostra realtà, ma anche con lo sguardo dell’editore  spesso in anticipo sui gusti.