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Italia: Viaggio nella bellezza. Le tante vite di una città della Calabria

La lunga storia di Squillace, centro della Calabria posizionato sul versante ionico del punto più stretto della regione (e di tutta Italia): la via istmica che unisce Lamezia Terme a Catanzaro. Una lunga vicenda insediativa che ripercorrere delle tappe caratteristiche di molti centri della regione. Colonia marina fondata dai greci – con il nome di Skylletion, diventa poi l’importante centro romano di Scolacium, un centro di servizio urbano dotato di teatro, anfiteatri, edifici amministrativi e religiosi. In epoca tardo antica e altomedievale, la città conosce una (o forse due) rifondazioni d’altura: gli squillacesi abbandonano la costa per rifugiarsi nell’entroterra, in altura, in castrum protetto da mura. Una vera e propria fuga dal mare, per allontanarsi dalle coste malariche prima e poi per sfuggire alle incursioni degli arabi. E così, dal VI all’XI secolo, sotto il dominio bizantino, Squillace vive questa ‘seconda vita’, lontana dal mare, isolata, con forme di economia ferocemente autarchiche. Saranno i normanni, alla fine dell’XI secolo, a ripopolare l’antico sito costiero di Scolacium, costruendovi una spettacolare abbazia incompiuta, l’imponente chiesa di Santa Maria della Roccella. Oggi, il Parco Archeologico di Scolacium – vero e proprio polmone verde di quel tratto di costa ionica racchiuso nell’ampio golfo di Squillace – conserva le tracce di questa affascinante storia. 

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