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Suez: il canale che cambiò la storia

L’Istmo di Suez, una breve striscia di terra che collega l’Africa all’Asia e separa il Mediterraneo dal Mar Rosso, 160 chilometri che, per secoli, hanno diviso i mari d’occidente da quelli d’oriente costringendo le navi a circumnavigare l’Africa.

Fino al 17 novembre del 1869 quando viene inaugurato il canale di Suez, un progetto che nasce da un’ideale di pace, progresso e cosmopolitismo.

Ma dal taglio del nastro, e per oltre un secolo, la sua storia è costellata di guerre: solo dopo i trattati che seguono l’ultima guerra arabo-israeliana, il 5 giugno del 1975 il canale viene riaperto al traffico internazionale.

Come spiega il prof. Pecout: “Durante il secolo che va dall'inaugurazione alla sua nazionalizzazione  il canale di Suez è lo specchio dei mutamenti nei rapporti tra Europa e Oriente. Il mito sansimonista del "connubio" tra civiltà, della prosperità universale e del modernismo che caratterizza l’apertura del canale, si trasforma presto nell’affermazione coloniale europea sul Mediterraneo. Nel dopoguerra – aggiunge lo storico – il Canale diventa il simbolo della lotta per l'indipendenza egiziana e, a nazionalizzazione avvenuta, il riflettore della "nuova questione mediorientale". La storia del canale non è più una storia europea”.

 

Il tempo e la storia Suez: il canale che cambiò la storia
di Michela Guberti
con il prof. Gilles Pecout

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