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Se mi ascolti mi credi

Fin da adolescente Giorgio Antonucci ha avuto una propensione naturale per la libertà dell'individuo. Durante una lezione al liceo, la professoressa offese in maniera pesante un suo compagno di classe e lui, unico fra tutti gli studenti, si alzò dal banco e con modi gentili, ma fermi e determinati, espresse il disaccordo verso la docente, e quel tipo di comunicazione offensiva. Da quel giorno e per tutta la vita il dottor Giorgio Antonucci ha dedicato tutto se stesso alla libertà dell'uomo. Lo racconta il doc “Se mi ascolti mi credi”, su Rai Storia. La sua posizione di psichiatra era strategica per "curare" i pazienti con il suo metodo. Metodo che consisteva nel comunicare con i malati e farli sentire degli esseri umani. Certo, questo strideva e non poco con le pratiche di coercizione fatte di lobotomie prefrontali e electroshock di quei tempi, ma ciò non ha impedito a Giorgio di lottare tutta la vita per questo valore. Non è stata una vita facile. Una vita contro tutti e insieme a pochi amici. In fondo ne è valsa la pena. Oggi il Dottor Giorgio Antonucci è riconosciuto come uno tra i pochissimi uomini che ha rispettato quel trattato dei Diritti Umani che troppe volte è disatteso in ogni parte del mondo. Rispetto verso la libertà dell'uomo.

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