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Ronald Reagan

È passato alla storia come il presidente “cowboy”, ma soprattutto come un uomo che ha segnato profondamente gli anni Ottanta dello scorso secolo: Ronald Reagan, di cui parla il professor Francesco Perfetti.

Un racconto che si concentra su sette anni, tra il 1980, quando Reagan sconfigge il rivale democratico Jimmy Carter e diventa presidente degli Stati Uniti e il 1987, anno in cui si assume la responsabilità dello scandalo Iran – Contra, lo scambio di armi con l’Iran, per favorire la liberazione di ostaggi americani in Libano. E’ uno scandalo che mina la credibilità del presidente, ma dal quale Reagan si risolleverà firmando con Gorbaciov, a fine 1987, il trattato per la messa al bando degli Euromissili: è l’inizio della fine della Guerra Fredda.

All’inizio del suo mandato, Reagan ha un programma ambizioso, che neppure l’attentato subito nel 1981 ferma: riforma dello stato, della tassazione, dei servizi sociali. Una ricetta economica che viene ribattezzata Reaganomics e contribuisce al rilancio dell’America, anche se dovrà fare i conti, nel 1987, la crisi di Wall Street.

È c’è poi il Reagan della politica estera, l’uomo che parla di “impero del male” riferendosi alla Russia, che progetta lo “scudo spaziale”, ma poi firma il trattato con Gorbaciov. Ma anche l’uomo che finanzia la controrivoluzione in America Centrale e deve affrontare le crisi del Medio Oriente, del Golfo Persico e della Libia: situazioni che costano gli americani sanguinosi attentati. Reagan – uno dei presidenti più amati – lascia la presidenza nel 1988. Gli succedereà il suo vice: George W. Bush.

Ronald Reagan
con Francesco Perfetti
di Giancarlo Mancini

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