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ROMA: L`OCCUPAZIONE TEDESCA E LA RESISTENZA

Il 14 agosto 1943, dopo il secondo bombardamento della capitale, il governo Badoglio dichiara Roma “città aperta” e si appresta a smilitarizzare la città, al fine di salvaguardarne l’inestimabile patrimonio storico e artistico. Pochi giorni dopo, però, l’armistizio chiesto dal governo italiano suscita la reazione immediata dei tedeschi che inaugurano un periodo di violenta ritorsione inducendo alla fuga la famiglia reale.
Il 10 settembre, dal quartiere romano di San Paolo, parte la resistenza della città a cui partecipano borghesi, studenti e soldati che sono rimasti isolati cercando di opporsi, anche se con poche armi, all’avanzata tedesca che arriva da viale Aventino e dal Circo Massimo.
L’unità racconta, con immagini di repertorio e fotografie dell’epoca, la drammaticità dei fatti, resa ancora più concreta dalle testimonianze di alcuni dei protagonisti di quegli anni.
In via Tasso la violenza della Gestapo diventa omicidio di antifascisti, renitenti alla leva, scontenti ed ebrei. I più fortunati sono i partigiani rinchiusi nel carcere di Regina Coeli. Nonostante sia loro vietata ogni comunicazione con l’esterno, infatti, ricevono pacchi e giornali una volta la settimana, e spesso possono parlare con le loro donne che, dal giardino del Granicolo, riescono a far sentire la loro voce.

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