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ROMA: 25 LUGLIO 1943, LA LUNGA NOTTE

L’unità audiovisiva ripercorre la lunga e tumultuosa seduta che il Gran Consiglio del Fascismo tenne il 25 luglio 1945 a Palazzo Venezia, avvalendosi anche della lettura degli atti e dell’ordine del giorno, nonché della ricostruzione sceneggiata del dibattito. Tale seduta decretò la fine del fascismo e soprattutto di Benito Mussolini, abbandonato dalla maggioranza dei suoi gerarchi e giunto ormai alla vigilia dell’arresto ad opera del re.
Il gerarca Dino Grandi propose un ordine del giorno che, in nome di una “legalità istituzionale” improvvisamente ritenuta essenziale, sostanzialmente negava la fiducia del Consiglio a Mussolini. L’atteggiamento di Grandi, che ottenne il beneplacito della maggioranza dei membri del Consiglio, era di esplicita accusa al duce, il quale, con le sue scelte politiche e strategiche e il suo comportamento, doveva essere riconosciuto come l’unico responsabile del fallimento della guerra.
Il Gran Consiglio del Fascismo venne costituito con una legge del 9 dicembre 1928. Vi appartenevano di diritto permanente i quadrumviri della marcia su Roma e ne facevano parte il Presidente del Senato, il Presidente della Camera dei Fasci e delle Corporazioni, molti ministri del governo fascista e presidenti di altre istituzioni instaurate dal regime. Il Consiglio aveva funzioni deliberative e consultive: le prime, rigorosamente stabilite per legge, designavano nomine di deputati e di membri del Partito e l’approvazione di statuti e ordinamenti speciali; le seconde consistevano nell’offerta di pareri obbligatori o facoltativi, comunque mai vincolanti per il capo del governo, sull’attività dell’esecutivo.

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