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Riapre la Biblioteca dell’Istituto Italiano per l`Africa e l’Oriente

Oltre 180.000 volumi, tra i quali manoscritti sanscriti, tibetani e testi in cinese della tradizione buddista, ai quali si affiancano la fototeca e la cartoteca, con circa 3.000 carte geografiche,  appartenute all’Istituto Italo Africano. E’ il patrimonio documentario della Biblioteca dell’Istituto Italiano per l’Africa e l’Oriente che, dopo sei anni di chiusura, torna accessibile alla comunità scientifica. Fondata nel 1933 dall’orientalista Giuseppe Tucci, arricchita nel corso del Novecento delle raccolte di Emilio Dubbiosi e Maurizio Taddei, la biblioteca dell’IsIAO, viene ora acquisita dalla Biblioteca Nazionale Centrale di Roma, al fine di garantirne la tutela, la valorizzazione e la fruizione pubblica, in una linea di continuità con i fondi orientali già presenti. L’eredità culturale dell’IsIAO, infatti, va ad integrarsi con le prestigiose collezioni della BNCR, tra cui spiccano il fondo giapponese e il fondo cinese, con l’esito di costituire un centro specializzato, e di particolare valore, nella conoscenza di culture e popoli sempre più vicini nel mondo del ventunesimo secolo. 

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