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Rai Storia ricorda la strage di Capaci

 Rai Storia ricorda la strage di Capaci

Il 23 maggio 2016, in occasione dell’anniversario della strage di Capaci (23 maggio 1992), Rai Storia propone una giornata di approfondimento e ricordo, nella quale commemorare gli uomini che hanno dato la vita per la lotta alla criminalità organizzata e comprendere meglio questo fenomeno.
Ecco la lista degli appuntamenti da seguire in TV (canale 54 DT).
 

Ore 00.10 (e in replica alle  08.30, 11.30, 14.00 e alle 20.00) 

Il giorno e la Storia

Documentario
Il giorno e la storia, cronache, fatti e protagonisti del giorno. In onda dal lunedì alla domenica su Rai Storia a mezzanotte e dieci, e in replica alle 08:30, alle 11.30, alle 14.00 e alle 20:00.
Nella puntata di oggi si ricorda la strage di Capaci, un approfondimento sull’attentato che colpì il giudice Giovanni Falcone il 23 maggio 1992. Nel tragitto da Punta Raisi a Palermo, all'altezza dello svincolo autostradale di Capaci, un ordigno di potenza inaudita travolge la Fiat Croma blindata su cui viaggia il giudice Giovanni Falcone e le due auto della scorta. Falcone è, insieme a Borsellino, il simbolo della lotta dello Stato alla mafia, esemplificata dal maxiprocesso, che mette alla sbarra i più importanti boss di Cosa Nostra e termina ,il 16 dicembre 1987, con la condanna per 360 dei 475 imputati. Nell’esplosione, perdono la vita Giovanni Falcone, sua moglie Francesca Morvillo e gli agenti Rocco Di Cillo, Vito Schifani, Antonio Montinaro.
 
 
Ore 8.50  
Il Tempo e la Storia - Giancarlo Siani. Ucciso dalla camorra
con Paolo Pezzino
 
Sono nove i giornalisti italiani ammazzati dalla criminalità organizzata per le inchieste che conducevano, per le verità scomode che stavano rivelando. Tutti uccisi in Sicilia dalla mafia; tranne uno, Giancarlo Siani, morto a Napoli per mano della camorra.
Giancarlo Siani aveva ventisei anni e viveva al Vomero, il quartiere borghese del capoluogo partenopeo. Lavorava come giornalista precario per il quotidiano di Napoli Il Mattino ed era corrispondente da Torre Annunziata, un centro ad alta densità camorristica. Amava il suo lavoro e tre mesi prima di morire aveva avuto un contratto di sostituzione estiva nella redazione centrale del giornale, l'anticamera per l'assunzione definitiva, che per lui non è mai arrivata. Si occupava di camorra ed era diventato un profondo conoscitore della realtà criminale di Torre Annunziata. Una conoscenza che gli è costata la vita.
Il tutto nello scenario dei primi anni '80, quando due guerre di camorra provocano centinaia di morti a Napoli e in Campania. Quando i soldi stanziati per la ricostruzione del dopo terremoto diventano un ghiotto bottino da spartire tra i clan, che colgono l'occasione per far fare un salto di qualità alle loro attività criminali.
 
Ore 9.30 
Binario Cinema – Salvatore Giuliano 
Film (1962) 
Il film di Francesco Rosi sul bandito Salvatore Giuliano e sulla sua morte.
 
 
Ore 12.00
Eco della Storia – Contro la mafia: il coraggio e la paura 
Conduce Gianni Riotta, ospite in studio Letizia Battaglia
Documentario
Grazie all'archivio storico della Rai Eco della Storia mostra le reazioni e le vicende della Mafia viste con gli occhi dei cittadini, delle vittime, e anche dei boss intervistati, ad esempio, nei reportage di Joe Marrazzo e Enzo Biagi.
Quanto Cosa Nostra si è impadronita dell'anima del popolo e della nazione? Quanto invece le reazioni dal basso sono riuscite a farsi strada tra la vita reale e l'impotenza delle Istituzioni?
Eco della Storia, come sempre, cerca le risposte per il futuro nella lucida e appassionata analisi del recente passato.
 
 
Ore 13.00 
All’altezza degli occhi – vita delle donne delle scorte 
di Alessandro Chiappetta, regia di Agostino Pozzi
Documentario
Negli anni “caldi” della lotta alla mafia a Palermo, alle scorte che vedevano già numerosi agenti impiegati, furono aggregate anche alcune agenti donna. Da quel momento, le donne hanno fatto parte stabilmente dei servizi di scorta, a tutela di magistrati, uomini delle istituzioni, esponenti della società civile minacciati dalla criminalità organizzata. Il cuore del racconto sarà la storia di Emanuela Loi, la prima donna della Polizia a restare uccisa in servizio, morta con 5 altri agenti di scorta nella strage di via D’Amelio. Nel documentario le agenti raccontano la loro vita e le loro motivazioni, le ripercussioni di una attività così impegnativa sulla vita privata, e le sensazioni di ogni mattina, quando prendono servizio. Alla loro voce, si affiancherà quella di chi organizza le scorte, all’Ufficio Scorte del Viminale
Le nostre testimoni della vita delle agenti di scorta saranno la prima donna impegnata a Palermo, nel 1986, le colleghe e compagne degli agenti uccisi durante la strage del ’92, alle donne in servizio oggi, a Roma e Palermo. Vedremo anche le fasi dell’addestramento agli agenti di scorta, che si svolge presso il CAIP di Abbasanta, in Sardegna, dove è uno dei centri più all’avanguardia della Polizia di Stato, ascoltando la testimonianza del Direttore del CAIP e del Responsabile dell’addestramento.
 
Ore 14.20  
Il tempo e la Storia - Giovanni Falcone. Una vita contro la mafia
Con il prof. Salvatore Lupo
Documentario
Giovanni Falcone, il magistrato morto ventidue anni fa nella strage di Capaci insieme alla moglie Francesca Morvillo e a tre uomini della scorta.  Falcone è un personaggio fondamentale nella lotta alla mafia. Lotta che in Italia non è solo cronaca, ma storia della Repubblica. Per questo abbiamo deciso di raccontarvi le molte battaglie che il giudice ha combattuto, quelle vinte e quelle perse.
 
 
Ore 15.00 e Ore 16.00 
Maxi + 25 – Anatomia di un processo p.1
di Alessandro Chiappetta e Graziano Conversano
Documentario
In occasione della Giornata della Legalità, due puntate di “Maxi + 25 – Anatomia di un processo”, un racconto sul maxi processo di Palermo che condannò centinaia di uomini d’onore e svelò all’Italia i segreti della mafia siciliana.
“Maxi+25” racconterà la genesi del processo, con l’istruttoria firmata da Giovanni Falcone, Paolo Borsellino e dagli altri giudici del pool antimafia, e il delicato percorso che portò nell’aula bunker di Palermo, appositamente costruita, ben 475 imputati. 
Il racconto delle principali udienze e dei passaggi salienti del dibattimento si intreccerà ai ricordi e alle testimonianze dei protagonisti. Tra questi, l’ex Procuratore Nazionale Antimafia, Pietro Grasso, giudice a latere e memoria storica del processo, il Presidente della Corte, Alfonso Giordano, il giudice Giuseppe Ayala, pm dell’accusa; ma anche giornalisti, avvocati, giudici popolari, Leoluca Orlando, sindaco di Palermo in quegli anni, e il Capo della Polizia Antonio Manganelli, ex vicecapo del Nucleo Anticrimine, che si occupò della gestione della collaborazione di Buscetta.
Un viaggio di attualizzazione che sarà un’analisi con chi la mafia la vive e la racconta oggi, nella Palermo del 2012, come il giovane cronista Giuseppe Pipitone, nato proprio 25 anni fa, nel 1987, durante il maxi processo, giornalisti come Francesco La Licata, Enrico Bellavia e Giuseppe Lo Bianco, gran conoscitori dei fenomeni mafiosi, o come Salvatore Cusumano, per anni volto di punta dell’informazione della Rai in Sicilia.
Oggi i protagonisti scelgono di racchiudere il maxi processo nei suoi “mostruosi” numeri: 22 mesi di dibattimento, 349 udienze, 474 imputati, 8000 pagine di verbale, 1314 interrogatori., 635 arringhe difensive, 900 testimoni, 200 avvocati penalisti, 600 giornalisti arrivati da tutto il mondo. Ma soprattutto 19 ergastoli e 2665 anni di carcere per i principali boss di Cosa Nostra. 
 
 
Ore 17.00 
Boris Giuliano, un commissario a Palermo 
di Alessandro Chiappetta, regia di Agostino Pozzi
Documentario
Il ricordo del capo della squadra mobile di Palermo, ucciso il 21 luglio 1979. Giuliano fu tra i primi a capire le trasformazioni criminali di Palermo negli anni 70 e a cogliere i rapporti tra Cosa Nostra e la politica, il primo a indagare su Totò Riina, negli anni in cui prendeva il potere e preparava la mattanza che avrebbe insanguinato Palermo dal 1978 al 1983. Quando fu ucciso, da Leoluca Bagarella, Boris Giuliano stava indagando su un enorme evasione fiscale che sarebbe stata una tangentopoli ante litteram, ma aveva anche condotto inchieste sulle esattorie dei cugini Salvo e sul caso De Mauro. Il suo metodo investigativo, condiviso con una "squadra" di uomini a lui legatissimi, ha rivoluzionato il modo di fare indagini in Italia, come ha ammesso anche Giovanni Falcone. Il documentario racconta però anche l'uomo Boris, un padre di famiglia e un amico che ha lasciato un ricordo vivo e indelebile in chi lo ha incontrato.
 
 
Ore 18.00 
Un fatto umano – Le parole di Giovanni Falcone 
di Alessandro Chiappetta
Un ritratto del magistrato ucciso con la moglie e gli uomini della scorta nella strage di Capaci. A raccontare Falcone è il Procuratore Nazionale Antimafia, Franco Roberti, che ricorda gli anni in cui hanno lavorato congiuntamente per alcune inchieste sui rapporti tra mafia e camorra. Le parole del giudice, nelle interviste rilasciate ai giornalisti Rai e i suoi interventi nei più importanti programmi televisivi di approfondimento dell'epoca, fanno da sfondo e da snodo al racconto del Procuratore Nazionale Antimafia, che spiega l'importanza del metodo investigativo di Falcone, l'eredità del magistrato e quella di Paolo Borsellino. "C'è un prima e un dopo Falcone e Borsellino - spiega il Procuratore Roberti - ed è dal loro lavoro che sono partite le linee guida per la moderna concezione della Procura Nazionale Antimafia".
 
 
Ore 19.00 
Eco della storia incontra Pietro Grasso 
Documentario
Pietro Grasso, Procuratore Nazionale Antimafia dall’11 ottobre 2005  al 27 dicembre 2012, è ospite di Gianni Riotta per una puntata in cui si fa un viaggio nella storia degli sfaccettati e complessi rapporti tra le alte Istituzioni e la legalità. La storia personale di Pietro Grasso intreccia alcuni degli snodi cruciali delle vicende del paese: dal maxiprocesso alla Mafia agli stretti rapporti professionali e affettivi con il magistrato palermitano Giovanni Falcone.
Quante volte negli ultimi decenni le Istituzioni si sono macchiate di atti irresponsabili? Quanto invece l'autonomia della Magistratura è stata messa in discussione dal potere sempre meno disinteressato della politica?
 
 
Ore 20.20 
Il Tempo e la Storia - Pool antimafia
Con il prof. Paolo Pezzino
Documentario
Il 19 luglio del 1992, 57 giorni  dopo la morte di Giovanni  Falcone, il giudice Paolo Borsellino  muore dilaniato da una bomba  insieme a 5 uomini della sua scorta. Con l’assassinio dei due magistrati  finisce un’idea che ebbe proprio  nel giudice Caponnetto uno dei  principali animatori: il pool antimafia. Oggi cercheremo di capire quali sia stata la strategia dal pool di Palermo.
 
Ore 21.30 
Diario Civile - CAPONNETTO 
di Simona Fasulo, regia di Leonardo Sicurello
Con un’introduzione del Procuratore nazionale antimafia, Franco Roberti
Un racconto inedito della figura di Antonino Caponnetto, l'uomo che, a capo dell'Ufficio Istruzione del Tribunale di Palermo, seppe raccogliere il testimone da Rocco Chinnici, assassinato nel 1983, e coordinare il pool del quale fecero parte anche Giovanni Falcone e Paolo Borsellino. Per ricordarlo, amici, colleghi e familiari tratteggeranno un profilo del magistrato e le sue stesse parole, dalle interviste realizzate per la Rai, daranno un punto di vista diverso e della lotta alla mafia e un personale ricordo di Falcone e Borsellino. Tra coloro che hanno avuto l'occasione di lavorare con Caponnetto e che a lui più sono rimasti legati, anche Pietro Grasso, giudice a latere del Maxiprocesso dal 1986 al 1987, e poi Sostituto Procuratore di Palermo negli 90, e poi i giudici del pool Leonardo Guarnotta e Giuseppe Di Lello.
 
 
Ore 22.30 
Mafia. Affari Sporchi in Europa 
di Alessandro Chiappetta, regia di Agostino Pozzi
La ‘ndrangheta è l’organizzazione criminale italiana meno conosciuta, e allo stesso tempo più capillare e potente in questa epoca storica. È che mantiene un saldo legame con la sua regione d’origine, ma che fa del doppio binario della territorialità e della globalizzazione il fulcro del suo potere. Una dicotomia intrecciata che rende oggi la ‘ndrangheta l’esempio paradigmatico della espansione mafiosa in tutta Europa. Dalle storie criminali europee, dalla pervasività delle mafie italiane all’estero e dalle connessioni con le organizzazioni malavitose straniere, emerge la necessità di una legislazione comunitaria, per contrastare la criminalità organizzata a livello europeo, in modo congiunto e unitario. Il documentario racconta come le organizzazioni italiane, e la ‘ndrangheta in particolare, si sono allargate in tutta Europa, in settori come il traffico di droga, la ristorazione, l’edilizia, le energie rinnovabili. A condurci in un viaggio tra affari sporchi e storia criminale è il giornalista Giovanni Tizian.
 
 
Ore 23.30 
Rapido 904. Una strage al buio 
di Alessandro Chiappetta, regia di Agostino Pozzi
L’hanno chiamata “la strage itinerante”. Un treno partito da Napoli e diretto a Milano su cui scoppia una bomba tra Firenze e Bologna. All’interno, passeggeri in viaggio per le vacanze di Natale. Era il 23 dicembre 1984. Sedici morti e 267 feriti. La maggior parte sono napoletani, ma ci sono vittime anche di Bologna e Venezia. 
Il documentario “Rapido 904 – una strage al buio” racconta la vicenda della strage di Natale, contestualizzando il periodo storico e proponendo immagini (alcune inedite) della stazione di San Benedetto Val di Sambro al momento dell’arrivo delle vittime e del treno, restituendo il sapore di un Natale di lutto e tristezza per tutto il paese. 
Al racconto, contribuiscono anche le testimonianze degli storici Aldo Giannuli e Isaia Sales, dei giornalisti Roberto Scardova, Carlo Bonini, Marisa Figurato e Vincenzo Vasile, e del magistrato Paolo Itri, pubblico ministero dell’accusa nel processo a Riina. Con loro, alcuni dei superstiti della strage: Enza Napoletano, Lucia Gallo, Stefano Fabretti.

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