Omosessualità e repressione

 

La rubrica di RESearch, dedicata al mondo della ricerca storica, presenta una puntata intitolata “Omosessualità e repressione” a cura di Enrico Salvatori e Clemente Volpini.

Il ricercatore Dario Petrosino ha trovato e portato per la prima volta in video alcuni documenti rivelatori. Si tratta di circolari tra il Ministero degli Interni e le Questure che rivelano le forme di controllo esercitato da parte delle forze di polizia sulla vita privata di alcuni cittadini, “sospettati di avere inclinazioni omosessuali”. 

Il fenomeno prende piede nel 1952, proprio quando gli Stati Uniti sono attraversati dal Maccartismo (vengono citati in puntata studi americani che ne affermano la componente omofobica). L'Italia non ha mai avuto leggi espressamente omofobiche, al contrario di Francia, Inghilterra e Germania (in questi paesi sono state abolite tra gli anni ‘60 e ‘70), ma questi documenti lasciano intendere che i controlli di polizia (11mila tra il 1952 e il 1965) servissero da "deterrente" al fenomeno omosessuale in epoca democratica. In puntata vengono ricordati il processo ad Aldo Braibanti, un intellettuale che sul finire degli anni 60 venne accusato di "plagio", e il "confino" di Romina Cecconi, tra le prime persone in Italia ad optare per il cambiamento di sesso. 

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