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Machiavelli

 A cinquecento anni dalla pubblicazione de Il Principe, la puntata è dedicata al suo autore, Niccolò Machiavelli.
Siamo in pieno Rinascimento, l’epoca più florida del genio italiano. Le corti si riempiono di intellettuali, scrittori e artisti che danno vita a capolavori di valore assoluto e universale. Nel 1513 uno di loro scrive un trattato dal titolo De Principatibus destinato a segnare la nascita della scienza politica moderna. Quella che vive Machiavelli è l’Italia delle corti medicee e pontificie, un ‘Italia divisa e frammentata, facile preda delle forti monarchie straniere prime tra tutte quelle di Francia e Spagna.  E’ a questo Paese che Machiavelli rivolge il suo pensiero che – sostiene lo storico Lucio Villari – è stato, e continua ancora oggi a essere frainteso e spesso strumentalizzato perché Machiavelli è “più citato che letto”.
La vicenda umana e intellettuale dell’uomo che come Leonardo da Vinci è l’emblema del Rinascimento si svolge tra il 1469 e il 1527, anno della sua morte. Dentro quei 58 anni di vita ci sono un Paese conteso tra eserciti stranieri, la dinastia dei Medici, le scelte dello Stato Pontificio, il rogo di Savonarola. E c’è un uomo, Cesare Borgia. E’ lui il modello del Principe: forte, astuto, crudele se necessario a cui l’Italia deve guardare per riscattarsi e liberarsi dalla feroce dominazione straniera; un condottiere, secondo Machiavelli, dotato delle qualità giuste per guidare il Paese e far nascere un progetto politico unitario.

Il Tempo e la Storia - Machiavelli con Lucio Villari

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