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L`Italia della Repubblica - Gli anni di piombo

Il 12 dicembre 1969 una bomba scoppia alla sede della Banca Nazionale dell’Agricoltura di Piazza Fontana, a Milano. E’ la “perdita dell’innocenza” dell’Italia repubblicana, che da quel momento in avanti vivrà più di un decennio di violenza terroristica.

Periodi passati alla storia come quelli della “strategia della tensione” e degli “anni di piombo”, ad indicare una stagione, quella che si snoda lungo gli anni 70, in cui sigle terroristiche e gruppi eversivi di destra e sinistra hanno messo in discussione e minacciato con attentati, stragi e uccisioni, l’intera istituzione repubblicana e gli uomini a sua difesa.

I partiti non capirono immediatamente la portata del pericolo portato dalle organizzazioni eversive, che progressivamente innalzarono il livello dello scontro. Le Brigate Rosse dopo la campagna di sequestri di uomini legati alle fabbriche, rapirono nel 1974 il magistrato Mario Sossi, mentre le sigle di estrema destra nello stesso anno compirono le prime stragi come quelle dell’Italicus e di Piazza della Loggia.

Negli anni seguenti, le trasformazioni delle organizzazioni terroristiche portarono a quella che fu chiamata “lotta armata”, affiancando agli scontri e alle violenze quotidiane da una parte e dall’altra della barricata, la predisposizione all’omicidio politico.

Tra le prime vittime ci furono due magistrati: Francesco Coco e Vittorio Occorsio, uccisi nel 1976, il primo dalle Brigate Rosse, a Genova, e il secondo a Roma, da un militante di Ordine Nuovo.

Nell’Italia del fermento culturale e delle rivoluzioni del costume, delle conquiste dei diritti civili e dell’avanzata delle sinistre, il vaso di Pandora del terrorismo era stato rotto e avrebbe portato a nuove tragedie, il cui culmine si avrà nei drammatici giorni del sequestro e dell’uccisione di Aldo Moro.

Ospite in studio, intervistato da Michele Astori, il giornalista Ezio Mauro, cronista nella Torino degli anni 70, collega e amico del vicedirettore de La Stampa, Carlo Casalegno, ucciso dalle Brigate Rosse nel 1977.

La puntata, introdotta da Paolo Mieli, si avvale del contributo degli storici Alessandro Orsini, Guido Panvini, Roberto Chiarini, e del giornalista Giovanni Bianconi.

Il racconto darà anche voce ai protagonisti dell’epoca, con interviste tratte dal repertorio delle teche Rai, filmati originali dei funerali delle vittime delle stragi di Milano e Brescia, e analisi di testimoni e osservatori come Indro Montanelli e Umberto Terracini.

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