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Lezioni dal Giubileo - I Giubilei dalla Grande Guerra al Concilio Vaticano II

La storia del Novecento, il “secolo breve”, attraverso Pontefici, Giubilei e Anni Santi.

Si parte dal primo pontefice del secolo, Leone XIII, toccando poi il pontificato di Pio XI con l’Anno Santo del 1925 e quello del 1933, fino alle tragiche pagine del fascismo e della seconda guerra, con Pio XII, il pontefice della Seconda Guerra Mondiale e di Roma occupata, che nel 1950, a guerra finita, indice un Giubilaeum maximum. Ma il Novecento è anche il secolo del Concilio Ecumenico Vaticano II, che segna una svolta profonda nella storia della Chiesa e nei rapporti sia interni che esterni al mondo cristiano. E’ il concilio fortemente voluto da Giovanni XXIII, il papa che molti avrebbero immaginato figura di transito e che invece si rivela un gigante e un profondo innovatore.

Giovanni XXIII non riesce a portare a compimento i lavori del suo concilio: muore il 3 giugno 1963. Paolo VI, il suo successore, completerà la sua opera nello spirito di ecumenismo destinato a diventare l’impronta del nostro tempo. E il Giubileo che sta per iniziare è stato indetto da Papa Francesco nel cinquantesimo anniversario del Concilio Vaticano II.

“Questo periodo che è passato dalla fine del concilio ad oggi – dice il professor Melloni - è stato sì un periodo anche di turbolenze, contestazioni, qualche volta di conflitti, ma è stato anche un periodo nel quale c’è stata un’effettiva consegna della fede da una generazione a un’altra. Quella religione che, diceva Stendhal nel 1825, poteva solo morire o cambiare, è una fede che ha mostrato una vitalità inattesa, tanto più forte quanto è stata non organizzativa, non espansionistica, non di marketing, ma una creatività evangelica. Papa Francesco ha mostrato come la dignità cristiana possa essere tanto più grande, quanto più parte dal vangelo e solo dal Vangelo.”

Alle soglie del Giubileo Straordinario della Misericordia, le parole di papa Francesco, il suo invito alla tenerezza e alla condivisione si saldano naturalmente con la lezione di quel primo concilio della modernità, rinnovando simbolicamente nella memoria di molti la carezza che Giovanni XXIII mandò ai bambini dalla sua finestra, sotto la luna romana, la sera dell’11 ottobre 1962.

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