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L`Europa prima e dopo Maastricht

Nella seconda metà degli anni '90 l'Italia tenta di rientrare nei parametri di Maastricht che le avrebbero consentito l'ingresso nel numero di paesi che dava l'avvio alla moneta unica. Questo ha comportato la riduzione dei tassi di inflazione, la riduzione dei tassi di interesse e il mantenimento della stabilità del cambio.

Alla fine "per astuzia o per virtù", come recitava il titolo di un libro dell'economista Luigi Spaventa, l'Italia riuscì ad entrare nei parametri: fu ammessa nel numero di paesi in funzione della promessa o della tendenza alla riduzione del debito.

Il 1997 è anche l'anno dell'approvazione del patto di stabilità e crescita che rendeva ancora più stringenti i vincoli di bilancio pubblico che i paesi dovevano rispettare anche dopo l'accesso alla moneta unica. I criteri erano molto rigidi, tanto che l'allora Presidente della Comunione Europea Romano Prodi li definì "stupidi", perché troppo rigidi, ma utili.

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