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L`Europa dopo la catastrofe

Nella settima e ultima puntata di “La Grande Guerra”, di Hombert Bianchi, il sipario si alza sul 1919. La guerra è finita, l’Europa stremata. Nonostante i richiami di Wilson ai 14 punti, le potenze vincitrici sono determinate ad annientare ciò che rimane dei paesi sconfitti, scaricando su di loro i costi e le responsabilità del conflitto.  Indebolito dal rovescio elettorale del suo partito nelle elezioni del novembre 1918 e posto di fronte alle contrastanti rivendicazioni degli alleati, il presidente americano non riesce ad opporsi alla volontà punitiva di Francia e Inghilterra nei confronti della Germania.   Mentre a Versailles si disegnano le premesse della guerra futura, in Italia si accelera la crisi dello stato liberale, stretto tra le rivendicazioni del movimento operaio ed il malcontento di un ceto medio impoverito dall’inflazione e dalla svalutazione dell’immenso debito di guerra e infiammato dalla propaganda nazionalista sulla vittoria mutilata.

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