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LE CARESTIE. LA RUSSIA DOPO LA RIVOLUZIONE

Servendosi di materiale documentario proveniente dagli archivi sovietici, il giornalista Arrigo Levi commenta gli anni che seguirono la rivoluzione russa, in cui la popolazione era ridotta alla fame. Si tratta di filmati straordinari, che mostrano la peggiore carestia, quella del 1921, anno in cui, dopo le razzie degli eserciti, i contadini non avevano potuto più seminare. Nell’estate di quell’anno, Lenin consentì a Massimo Gorkij il grande scrittore che fino a quel momento era stato antisovietico, di lanciare un appello all`American Relief Agency che aveva già dato aiuti massicci a tutti i paesi dell’Europa occidentale. Nonostante questo, i morti per fame furono circa mezzo milione e questo creò una protesta popolare soprattutto contro la requisizione statale del grano, simbolo di una profonda crisi del potere sovietico e del comunismo di guerra. Si arriva ad un episodio inaspettato come la ribellione della guarnigione della base navale di Kronstadt, di cui possiamo vedere le immagini.
Questa rivolta contribuirà ad una svolta nella politica di Lenin che, al decimo congresso, nel mese di marzo, sostituirà alle requisizioni un sistema di tasse. A questo stesso periodo si riferisce un documentario propagandistico, che illustra un viaggio lungo il Volga della moglie di Lenin, per fare propaganda alla politica economica del marito, in base alla quale il grano non era più requisito ma pagato o con danaro o con oggetti che in campagna non esistevano più.

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