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L`affare Dreyfus

Alla fine del XIX secolo un caso politico dai contorni inquietanti scuote la Francia della Terza Repubblica: è l’affare Dreyfus.
Un intrigo pieno di colpi di scena, ostacoli e tranelli e un protagonista: l’ufficiale dell’esercito francese Alfred Dreyfus. Tutto comincia il 15 ottobre 1894 quando il capitano Dreyfus, ebreo nato in Alsazia, in questo periodo territorio tedesco, viene accusato di alto tradimento per aver fornito informazioni militari alla Prussia.

Processato e condannato all’ergastolo, Dreyfus è deportato nell’Isola del Diavolo famigerata colonia penale al largo della Guyana. È innocente, ma dovranno trascorrere dodici anni e due processi prima che l’accusa cada completamente. Solo nel 1906 il capitano Dreyfus sarà reintegrato nell’esercito da cui era stato cacciato con infamia.

Ma perché un irreprensibile ufficiale cade vittima di questa trappola? Chi ha manovrato i fili e con quale obiettivo? È lo snodo cruciale dell’affaire che infiammò la Francia e l’Europa di fine secolo. “Nella Francia di fine Ottocento - dice il Professore Gilles Pecout - l’antisemitismo è visto come soluzione della società militare alla crisi della nazione. All’origine vi è una crisi politica e morale tra le più gravi della Francia contemporanea, che passa attraversa il tentato colpo di stato del generale Boulanger e lo scandalo di Panama”.
 
Il Tempo e la Storia - L'affare Dreyfus di Roberto Fagiolo con Gilles Pecout

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