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La nascita della lingua italiana

Diversamente da altre lingue europee, come il francese o lo spagnolo, l’italiano non è stato scelto da un re o da una corte e non è stato imposto dalle armi, ma si è diffuso grazie soprattutto alle opere dei poeti. E’ stata la poesia a dare forma e prestigio alla nostra lingua, con le opere di Dante, Petrarca e Boccaccio, scritte in volgare toscano. Un’avventura, quella della nostra lingua, raccontata dal professor Lucio Villari, ospite di Michela Ponzani a “Il Tempo e la Storia”, il programma di Rai Cultura in onda mercoledì 12 aprile alle 13.15 su Rai3 e alle 20.30 su Rai Storia. Per farsi strada e diffondersi in tutto il paese, il volgare ha dovuto lottare nei secoli contro il latino scritto e parlato; la lingua usata dalla Chiesa, dai burocrati e dalla nobiltà contro i vari dialetti locali parlati dal popolo e dalla borghesia. In questa lunga campagna d’espansione, l’italiano ha usato diversi strumenti: l’esercito di leva, la stampa, la scuola dell’obbligo, ma anche i media del ‘900, la radio, il cinema e soprattutto la televisione. Questi ultimi strumenti si sono rivelati decisivi e infatti solo nel XX secolo l’italiano è diventato il nostro linguaggio comune.

LIBRO:  “La lingua nella storia italiana”, a cura di Luca Serianni, Società Dante Alighieri 2002
LUOGO: Firenze

FILM:  “1860” di Alessandro Blasetti, 1934

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