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La guerra delle parole

Alla fine del 1917 Armando Diaz, succeduto a Cadorna, inaugura il cosiddetto Servizio P: si era resa più che mai urgente l’esigenza di una capillare e persuasiva opera di propaganda atta a motivare i soldati dopo il terribile disastro di Caporetto. Se la Prima guerra mondiale costituisce per molti aspetti un vero spartiacque della modernità, per quanto  riguarda la comunicazione essa rappresenta una vera e propria “rivoluzione mediatica”, resa  possibile da un lato dai nuovi mezzi tecnologici e dall’altro dal definitivo affermarsi della società di  massa: una vera e propria “arma” che si intensifica e si trasforma nel corso nel conflitto.
 
La guerra delle parole, di M. Orlanducci

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