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La fondazione dei fasci di combattimento

Il 23 marzo 1919, nella sede del Circolo per gli interessi industriali e commerciali in piazza San Sepolcro a Milano, Benito Mussolini fonda i Fasci di combattimento. Prendono parte all’assemblea alcuni interventisti rivoluzionari, alcuni ex combattenti, per lo più arditi, e un gruppo di futuristi guidati da Filippo Tommaso Marinetti, unica figura di rilievo nazionale. A “Il Tempo e la Storia”, il programma di Rai Cultura, Michela Ponzani ne parla con il professor Giovanni Sabbatucci.

Nonostante Il Popolo d’Italia, il giorno successivo, descriva l’evento come un successo, i presenti non superano il centinaio e l’adunata si svolge nell’indifferenza dell’opinione pubblica. Con un breve documento programmatico, il neonato movimento fascista si pronuncia a favore della repubblica, opponendosi ad ogni forma di dittatura; si impegna a sostenere le richieste economiche degli ex combattenti e si schiera a favore delle rivendicazioni territoriali dell’Italia alla conferenza di pace. Coi Fasci di combattimento, Mussolini intende creare “l’antipartito”: alla sua polemica contro il Partito Socialista, da cui è stato espulso nel ‘14, si affianca ora quella contro l’istituzione partitica in sé. Il futuro duce vuole rompere gli schemi della politica tradizionale e dar vita a un movimento in grado di compiere  la rivoluzione che porterà alla nascita di una nuova Italia.

LIBRO Renzo De Felice, Mussolini il rivoluzionario. 1883-1920, Einaudi, Torino 1965.

LUOGO Piazza San Sepolcro

FILM: “La marcia su Roma”, di Dino Risi, 1962.

 

La fondazione dei fasci di combattimento 
con Giovanni Sabbatucci
di Sabrina Sgueglia Della Marra

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