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L’avventura della Querina

La storia di un’imbarcazione, una caracca battezzata “Gemma Querina” e del suo equipaggio: la racconta il documentario “L’avventura della Querina”, in onda su Rai Storia per “a.C.d.C.”, con un’introduzione del professor Alessandro Barbero.
Il documentario si basa sul materiale documentale offerto dai discendenti della famiglia Querini, in particolare dai diari dello stesso Pietro Querini, navigatore e mercante di nobile famiglia veneziana. Pietro salpa da Creta per le Fiandre alla fine d’aprile del 1431, al comando della caracca costruita dai maestri d’ascia cretesi, con un carico di Malvasia, spezie, cotone e altre preziose mercanzie mediorientali. Dopo numerose peripezie, tra cui il danneggiamento della chiglia e del timone, la Querina fa naufragio e l’equipaggio, dopo una lunga navigazione alla deriva su un’imbarcazione di soccorso, raggiunge le acque delle isole Lofoten in Norvegia, duecento chilometri oltre il Circolo Polare Artico.
Tratti in salvo dai pescatori dell’isola di Røst, che nei diari vengono descritti come una comunità pura e generosa, Pietro Querini e i naufraghi sono loro ospiti per quelli che vengono definiti “100 giorni in paradiso”. Poi rientrano a Venezia, attraverso un lungo viaggio via terra, nell’ottobre del 1432. A questa vicenda gli storici fanno risalire l’inizio del commercio dello stoccafisso e del baccalà dalla Norvegia all’Italia, paese a tutt’oggi consumatore di oltre il novanta per cento di questo specifico prodotto ittico.

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