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Internati Militari Italiani: voci dalla prigionia

In seguito all’annuncio dell’armistizio, l’8 settembre 1943, circa 716.000 militari italiani vengono catturati dalle Forze armate tedesche e deportati in campi di concentramento nei territori del terzo Reich, in Germania. Rinchiusi nei lager, in 650.000 rifiutano di aderire alle SS, alla Wermacht e di giurare fedeltà alla Repubblica sociale italiana. Ma il prezzo che devono pagare è altissimo. Il 20 settembre Hitler cambia il loro status giuridico in quello di “Internati militari italiani”, rifiutando così di riconoscere ai militari italiani la condizione di prigionieri di guerra, per sfruttarne la forza lavoro privandoli della tutela della Croce Rossa Internazionale. Tra i seicentocinquantamila militari italiani, c’è il tenente Michele Montagano, ultimo sopravvissuto del campo per ufficiali di Unterlüss. Nell’intervista che ci ha rilasciato, Montagano racconta le ragioni del no a Hitler e a Mussolini, e descrive la sua battaglia più difficile, quella della sua coscienza, per restare fedele al giuramento fatto a se stesso e alla patria, e non cedere alle continue sollecitazioni dei nazisti e dei repubblichini ad aderire. La vita nel lager è scandita da interminabili ore di lavoro coatto, dalle vessazioni dei tedeschi, dalla fame, dal freddo, dalle pessime condizioni igieniche. Abbiamo visitato la Mostra degli Internati Militari organizzata dall’Associazione Nazionale Reduci dalla Prigionia, che racconta la dura quotidianità dei campi di concentramento attraverso oggetti, lettere, fotografie, dipinti, realizzati dai prigionieri. La storia degli Internati Militari Italiani è la storia di una grande battaglia combattuta con le armi della dignità e dell’amore per l’Italia.

LIBRO: Gabriele Hammermann, Gli Internati Militari Italiani. 1943-1945, Bologna, Il Mulino, 2004.
LUOGO: Unterlüss

FILM: Inferno Mittelbau Dora, regia di Mary Mirka Milo, 2016.

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