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Interferenze. 20 anni di televisione: 2002-2003

La lotta dell’Auditel si fa infernale: si manifesta in tutta la sua animosa frenesia con la sfida del sabato sera.
E’ un tranquillo sabato sera quando Gianni Morandi, durante la trasmissione Uno di noi, su Rai Uno, si “cala” letteralmente le braghe restando in mutande all’inizio di una puntata. Gesto provocatorio per dare un segnale di “Stop” alla guerra di ascolti e aspettative con la competitor diretta Maria De Filippi, regina di C’è Posta per te.
 
Le reazioni furono le più disparate ma, al di là del gesto, contribuirono a far riflettere su come la guerra degli ascolti influenzasse sempre di più le scelte di programmazione delle reti Mediaset e Rai. Rai che proprio in quell’anno avrebbe vissuto un momento critico: in seguito a quello che è stato definito “l’editto bulgaro”di Silvio Berlusconi, Enzo Biagi, Michele Santoro e Daniele Luttazzi non troveranno più spazio nella tv di stato (se non dopo anni e per qualcuno di loro per pochissimo tempo).
 
La Tv di stato si dimostra però piena di risorse e nel 2003 Paolo Bonolis inaugura un programma dalla strepitosa popolarità, tanto da essere vivo e vegeto ancora oggi: Affari tuoi. Per la prima volta un programma Rai dà davvero fastidio al re delle “veline” Antonio Ricci, patron di Striscia la Notizia, show storico e di consolidato successo di Canale5. E non è l’unico trionfo della tv di stato: il 2003 infatti è l’anno di nascita di un programma nato con il pretesto di parlare del tempo, Che tempo che fa, oggi colonna del palinsesto di Raitre. Due colpi messi a segno dalla Rai in una battaglia tra due litiganti che non ne vogliono sapere di perdere terreno. E visto che tra i due litiganti il terzo gode, nella guerra di ascolti e polemiche tra Rai e Mediaset, nel luglio del 2003 nasce Sky Italia.  Un nuovo attore pronto a dire la sua.

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