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Il Re di maggio

Re d’Italia per poco più di un mese, dal 9 maggio al 13 giugno 1946. Il destino di Umberto II, passato alla storia come “Il re di maggio”.

Il professor Francesco Perfetti ne traccia il profilo a partire da una fotografia fortemente simbolica: il saluto di Umberto II dall’aereo che lo porta a Cascais, all’esilio portoghese.

È l’epilogo di una vita, che il professore ricostruisce dagli anni della giovinezza, quando era il principe più amato d’Europa, e quando il matrimonio con Maria Josè del Belgio sembrava il coronamento di una bella favola. Ma è una breve stagione: il rapporto tra i Savoia e Mussolini si fa teso soprattutto con l’approssimarsi della guerra. La casa reale non è convinta che l’Italia debba entrare nel conflitto, tenta anche di bloccare Mussolini, di organizzare un “golpe” per rovesciarlo – come rivelerà lo stesso Umberto in un’intervista del 1966.

E ci sono, poi le pagine, poco onorevoli, dell’armistizio e della fuga del Re a Brindisi, anche se Umberto vorrebbe tornare a Roma e combattere proprio per risollevare il nome dei Savoia, ma il padre glielo impedisce. Ed è proprio il fatto di essere “schiacciato” dal padre uno dei problemi maggiori della vita di Umberto.

Alla fine della guerra, gli Italiani scelgono la Repubblica. Ma i monarchici contestano i risultati. Il rischio di una guerra civile si fa concreto. Davanti a questo Umberto fa la sua scelta: l’esilio a Cascais, dover resta per 37 anni, fino alla morte, nel 1983.

Il Tempo e la Storia:

Il Re di maggio
con Francesco Perfetti
di Massimo Gamba

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