Seguici    
Accedi

Effettua il LOGIN

Hai dimenticato la password?
REGISTRATI ADESSO!

oppure accedi tramite...

RESTA SEMPRE AGGIORNATO
 

I mafiosi e la religione

Quando le forze dell’ordine fanno irruzione nel covo del boss di Cosa Nostra Pietro Aglieri, uno dei mandanti delle stragi di Capaci e via D’Amelio, trovano una piccola cappella privata.

Aglieri è uno dei più noti esempi di religiosità mafiosa e di un rapporto complesso e drammatico tra mafia e fede che si snoda da oltre un secolo.

Due date emblematiche dalle quali partire: il 1945, anno in cui il Cardinale Ernesto Ruffini diventa arcivescovo di Palermo, ruolo che ricoprirà per due decenni. Sono gli anni cosiddetti della chiesa del silenzio;

il 1982,  nell’omelia per i funerali di Carlo Alberto Dalla Chiesa, il cardinale Salvatore Pappalardo lancia un grido disperato per Palermo, assediata dalla mafia;

il 1993, quando dopo le stragi di Capaci e di via D’Amelio, Giovanni Paolo II ad Agrigento si rivolge duramente ai mafiosi e li invita a convertirsi. 

Come si può conciliare una fede fondata sull’amore e che comanda di non uccidere e un’organizzazione criminale come la mafia? E la Chiesa? Come ha affrontato questo tema nel corso degli anni?

 

I mafiosi e la religione
con Alberto Melloni
di Roberto Fagiolo
 

Tags

Condividi questo articolo

Inserisci il codice nel tuo articolo