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I curdi. Lo stato mancante


Sono circa 30 milioni di persone e vivono su un territorio grande una volta e mezzo l’Italia, tra Turchia, Iran, Iraq e Siria. Da secoli - tra esodi, persecuzioni, guerre e accuse di terrorismo - non hanno uno Stato. Ma è su di loro, oggi, che conta l’Occidente per contrastare l’avanzata dello Stato Islamico.

Un racconto scandito da tre date. Si parte dal 10 agosto del 1920 quando i vincitori della Prima Guerra Mondiale firmano, a Sevres, un trattato con l’Impero Ottomano che suggerisce la creazione di uno stato curdo. Ma tre anni dopo, a Losanna, un nuovo trattato divide il Kurdistan tra 4 stati.

Poco più di mezzo secolo dopo, ad Algeri, Saddam Hussein e lo Scià di Persia firmano uno storico accordo sui confini di Iran e Iraq nel golfo persico. L’Iran, che sta appoggiando l’insurrezione curda in Iraq, lascia i curdi soli davanti alle rappresaglie irakene: inizia la diaspora del popolo curdo.

Il 15 ottobre 2005, infine, Dopo la caduta di Saddam Hussein, un referendum approva la Nuova Costituzione in Iraq. Il Kurdistan iracheno diventa formalmente una regione autonoma.

Il resto è cronaca recentissima: Nel 2014 l’avanzata dell’Isis in Siria e in Iraq terrorizza il mondo. La riconquista della diga di Mosul da parte dei peshmerga curdi convince la coalizione internazionale ad appoggiarli e riapre la questione curda.

I Curdi. Lo stato mancante
con Giorgio Del Zanna
di Michela Guberti

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