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I BRIGANTI DOPO L`UNITÀ D`ITALIA. LA QUESTIONE MERIDIONALE

L’unità audiovisiva, che ha per oggetto il legame tra il fenomeno del brigantaggio e la questione meridionale, si apre con una testimonianza di Carlo Levi. Lo scrittore racconta il suo viaggio, nel 1935, in uno dei tanti villaggi della Lucania, dove ebbe modo di scoprire un mondo contadino immobile da secoli, segnato da povertà e analfabetismo. Di fronte alle secolari umiliazioni subite dai contadini - come ricorda Levi citando Francesco Saverio Nitti - “non c’erano che due possibilità: essere brigante o emigrante”.
Il brigantaggio, iniziato nel 1861, fu una disperata rivolta dei contadini meridionali contro un ordine sociale che, dopo l’Unità, invece di venire abbattuto, venne rinsaldato.
Le sequenze tratte da Il brigante di Tacca del Lupo (1952), di Pietro Germi, mostrano come si aprì la questione meridionale: con una guerra vera e propria. Sconfitto il brigantaggio, ai contadini meridionali, depredati delle terre demaniali, non rimase che la via dell’emigrazione.

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