Giorgio Caproni e Genova

In questa unità audiovisiva Giorgio Caproni (Livorno 1912 – Roma 1990) parla dei luoghi che hanno lasciato un segno nel suo animo e nei suoi versi. La natia Livorno è una “città malata di spazi”, ovvero troppo grande per il poeta che vi visse bambino e che oggi conserva vivido il ricordo della vasta Piazza Carlo Alberto, dei larghi canali, o “fossi”, e dei bronzei e monumentali “quattro mori” che lo colmavano d’angoscia.
Di Genova, città in cui si trasferì nel 1922, il poeta parla come della sua vera città perché là cominciò a vivere da uomo e a comporre poesie. Genova e la retrostante Val Trebbia sono per Caproni i “luoghi dell’anima”, che lo richiamano sempre a sé e che si ritrovano nei versi delle raccolte Il passaggio d’Enea (1956), e Il congedo del viaggiatore cerimonioso (1965).
Giorgio Caproni e l’attore Giorgio Albertazzi leggono alcune poesie, tra cui Battendo a macchina, tratta da Il seme del piangere (1959), raccolta dedicata alla madre del poeta e legata al ricordo di Livorno nel periodo difficile della guerra. Caproni e Albertazzi discorrono con una scolaresca, radunata per l’occasione su un prato, dell’origine e del significato dei versi letti.

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