Seguici    
Accedi

Effettua il LOGIN

Hai dimenticato la password?
REGISTRATI ADESSO!

oppure accedi tramite...

RESTA SEMPRE AGGIORNATO
 

Giordano Bruno brucia sul rogo

A Roma, in Campo de’ Fiori, il filosofo e frate domenicano Giordano Bruno è arso vivo sul rogo. È la pena che la Santa Inquisizione infligge agli eretici. Giordano Bruno si è rifiutato fino all’ultimo di abiurare i principi fondamentali delle sue teorie. Nei suoi innumerevoli scritti (dalla “ Cena de le ceneri” al “De la causa, principio et uno”, da “De l’infinito, universo e mondi” fino al “De Magia”), il filosofo sostiene che l’universo è infinito, dotato di “intelligenza”, pieno di sistemi solari e forse anche di altre forme di vita, e che non è stato creato da Dio, pur essendone una manifestazione diretta e immediata. Bruno nega anche l’immortalità dell’anima e abbraccia le teorie copernicane sul moto della Terra. L’8 febbraio 1600, al giudice che gli legge la sentenza di morte, risponde: “Forse tremate più voi nel pronunciare questa sentenza che io nell'ascoltarla»

Tags

Condividi questo articolo

Inserisci il codice nel tuo articolo