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Gioacchino Murat

Da Re di Napoli, per volere di Napoleone, a paladino dell'’indipendenza italiana, un percorso –chiuso da una drammatica fine –di Gioacchino Murat.

Una storia che –inizia nel 1898, con l’'ascesa al trono che era stato dei Borboni e –ha il suo apice e, insieme, la sua fine, nel “Proclama di Rimini”del 30 marzo 1815.

È ’il momento in cui Murat si rivolge agli italiani, incitandoli alla guerra contro l’'Austria con la quale, l’'anno precedente, aveva stretto alleanza, all’insaputa di Napoleone. Il prezzo che dovrà pagare sarà la sconfitta, il ritorno dei Borboni, la morte.

Il professor Gilles Pécout, delinea il ritratto di un uomo ambizioso e coraggioso quanto esuberante, schierato al fianco di Napoleone in quasi tutte le sue battaglie, fino alla campagna di Russia del 1812, destinata a segnare il declino dell'’impero francese e a rendere tesi i rapporti tra Murat e Napoleone, del quale aveva sposato la sorella Carolina.

L'alleanza stretta da Murat con l’Austria è vissuta da Napoleone come un tradimento. Ma il generale cambia ancora idea e, nonostante il Congresso di Vienna gli garantisca i suoi possedimenti, tenta di espandere il proprio dominio sull'Italia, invadendo lo Stato Pontificio e proseguendo più a nord. L’'Austria non resta a guardare. È la fine di Murat.

Gioacchino Murat
Gilles Pécout
Alessandro Varchetta

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