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Folco Quilici, Infiniti Orizzonti

Nato a Ferrara nel 1930, il grande documentarista Folco Quilici è morto a Orvieto il 24 febbraio 2018. 
Rai Storia lo ricorda con questo Speciale Folco Quilici “Infiniti Orizzonti”, per la regia di Antonella Zechini. 

Regista, scrittore, saggista, giornalista, Quilici ha segnato nuovi sentieri, raccontato mondi prima di lui inesplorati, sorretto da una grande immaginazione e gusto dell’avventura nel pieno rispetto di natura, territori, popoli. 

Nasce a Ferrara il 9 aprile 1930 in una famiglia interessata all’
arte, alla letteratura e al cinema, amica di Giorgio Bassani e Michelangelo Antonioni, ma dove
soprattutto si respira aria di avventura. Folco ed il fratello Vieri apprendono dai genitori i racconti
dei posti lontani meta dei loro viaggi , il padre protagonista delle prime grandi crociere aeree
transoceaniche e la madre,pittrice, sempre alla ricerca di nuove immagini e colori.
Folco avra’ il suo battesimo dell’aria ad appena sette anni : su un velivolo dell’ Ala Littoria, futura
Alitalia, nella tratta Bologna-Roma. L’anno dopo, a bordo di un piccolo postale chiamato ‘’Lero’’,
compira’ il suo primo viaggio marittimo : Venezia , Trieste, Pola , poi nell’Adriatico e nello Ionio,
nell’Egeo fino a Rodi e poi in idrovolante da Rodi a Roma. E’ quasi un viaggio iniziatico: viene
finalmente accolto nel mondo dell’avventura e degli adulti.
Il secondo conflitto mondiale con tutta la sua violenza travolgerà i suoi sogni di bambino e Folco
assistera’ a molti episodi drammatici che diverranno oggetto di un suo romanzo "La dogana del vento",
pubblicato nel 2010. Con la fine della guerra, il trasferimento a Roma, il liceo "Tasso" e la
frequentazione dei cineclub, sviluppa la sua passione per il cinema iniziando a girare piccoli
cortometraggi con pellicole di scarto americane o trovate in qualche magazzino, negli stessi luoghi
che forniranno a Rossellini la pellicola per girare Roma città aperta. Si iscrive al Centro Sperimentale
di Cinematografia, dove insegnano registi del calibro di Rossellini, Lattuada, Blasetti.
Il mare, le immersioni, la scoperta dei fondali marini diverranno presto il soggetto prediletto dei suoi
film. Il noto regista e documentarista Bruno Vailati lo invita a far parte di un’equipe cinematografica
subacquea per riprese nel Mar Rosso: nasce cosi’ l’avventura , dall'estate del 1952 all'autunno del
1953, di “Sesto Continente” il primo film a colori nella storia della cinematografia subacquea italiana,
presentato alla Mostra del Cinema di Venezia nel 1954 riscuotendo un grande successo.
Nel 1955 gira il lungometraggio “ L’ultimo paradiso”, vincendo l’Orso d’oro al Festival di Berlino. Il
film racconta la vita dei pescatori polinesiani ed il loro rapporto con il mare.
Con una lunghissima serie di documentari e lungometraggi, accompagnerà lo spettatore nelle
bellezze e nell’ arte dell’ Italia, scrivendo le sceneggiature con Italo Calvino, Guido Piovene e
Leonardo Sciascia, ma anche nei posti più sconosciuti del pianeta, o in India, Africa, Amazzonia.
Folco Quilici, come conduttore ed autore del programma televisivo “GEO” stimolerà sempre più le
fantasie dei viaggiatori. Il viaggio è si’ diventato alla portata di tutti ma ci si muove in maniera
frettolosa e superficiale; per Quilici bisogna invece recuperare il vero senso del “viaggio”, cioe’ il
rispetto della natura e l’amore per il territorio, perche’ “l’avventura è una magnifica compagna di
viaggio ed è un’ imperdibile occasione di conoscenza se è il prezzo da pagare per crescere, per
maturare”.

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