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Enzo Biagi, giornalista. Gli anni `70: testimone del tempo

Il 9 agosto 1970 Enzo Biagi compie 50 anni, e pubblica “Testimone del tempo”, con una selezione dei suoi incontri giornalistici. Dal 21 giugno dello stesso anno è direttore de Il Resto del Carlino, a cui sta apportando la sua “formula” da rotocalco. Il suo primo editoriale recita: “Considero il giornale un servizio pubblico come i trasporti e l'acquedotto. Non manderò nelle vostre case acqua inquinata”. L’editore è il petroliere Attilio Monti. Comincia da qui il racconto degli anni ’70 di Enzo Biagi, protagonista del secondo appuntamento con “Enzo Biagi, giornalista”.

Anche a Bologna Biagi continua a fare televisione, conducendo nel 1970 "Misteri d’Italia", dove ripercorre, con testimonianze in studio, fatti di cronaca nera che hanno impressionato il pubblico. L'anno dopo, registra all’Antoniano di Bologna le dieci puntate di "III B, facciamo l’appello", con personaggi come Bassani, Montanelli, Nenni, e con la puntata - che verrà trasmessa 4 anni dopo - con Pasolini. Attilio Monti, intanto, lo licenzia dalla direzione del "Carlino", il 30 giugno 1971, per divergenze politiche.

Torna a Milano e collabora con l'editoriale Domus. Nel 1972 vanno in onda le 6 puntate di "Thrilling", un’inchiesta sulla mafia americana, dove per la prima volta alcuni protagonisti della malavita parlano di fronte alle telecamere. Del 1973 è la messa in onda delle 6 puntate di "Un caso di coscienza", sui fatti in cui un individuo si misura con il dramma della vita. Un anno dopo, "Giallo Vero", riprende e internazionalizza la formula di "Misteri d’Italia" e racconta le “tragedie che hanno commosso il mondo”. Nello stesso 1974, Biagi torna a collaborare al Corriere della Sera, firmando la rubrica "Strettamente personale". Nel 1975, per la Direzione Culturali TV, realizza "Trent’anni dopo, io ricordo", 8 puntate  che rievocano la Seconda Guerra Mondiale attraverso testimonianze inedite, nel frattempo, pubblica il suo primo romanzo "Disonora il padre" che diventerà anche uno sceneggiato TV di successo, diretto dal suo amico Sandro Bolchi.

Nel 1977, Biagi realizza l’innovativo programma "Proibito", casi insoliti e personaggi inconsueti per una trasmissione “senza tagli”. Inizia la serie con il Ministro degli interni Francesco Cossiga, e la chiude l’unica puntata girata fuori dall'Italia, a New York, quella in cui viene intervistato il banchiere Michele Sindona

Il decennio televisivo di Biagi si chiude con due reportage di viaggio: "Douce France", che racconta la Francia in bilico tra Giscard d’Estaing e Mitterand, e "Made in England". Durante il soggiorno britannico viene operato al cuore, un’operazione delicata, un momento cruciale della sua vita. Nonostante questo, si dedica alla preparazione del programma anche durante la degenza e la convalescenza.

Nel luglio 1979 riceve al Quirinale il Premio Saint Vincent dalle mani del presidente Sandro Pertini.

Il racconto è affidato ai materiali di teca rari e le testimonianze di Bice e Carla Biagi, di Maurizio Chierici (giornalista, collaboratore di Biagi al Carlino e nei programmi televisivi dei primi anni 70), e Franco Iseppi, produttore di Enzo Biagi dal 1977 agli anni 90.

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