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Egitto antico: la tomba di Tutankhamon

Luxor, Valle dei Re, 17 febbraio 1923 - "Fra il profondo silenzio, la pesante lastra si sollevò. La luce brillò nel sarcofago. Ci sfuggì dalle labbra un grido di meraviglia, tanto splendida era la vista che si presentò ai nostri occhi: l'effige d'oro del giovane re fanciullo." Così il grande archeologo britannico Howard Carter descrisse in seguito l’incredibile emozione di quel momento magico: l'apertura ufficiale della porta d’ingresso alla camera funeraria della tomba di Tutankhamon.

Il servizio mostra filmati delle valli dei Re e delle Regine, le tombe di Ramsete VI e di Tutankhamon e altre suggestive testimonianze dell’antico Egitto e della struttura sociale, politica e religiosa di questa grande civiltà del bacino mediterraneo.
I complessi geroglifici che, oltre a costituire un importante documento sulla società egiziana antica, sembrano quasi adornare le sontuose tombe dei regnanti, formano messaggi rimasti misteriosi fino alla scoperta della Stele di Rosetta, ritrovata nel 1799 durante la campagna napoleonica d’Egitto e le cui iscrizioni sono state decodificate dall’archeologo Jean-François Champollion nel 1822. La spessa pietra di basalto riporta un decreto di Tolomeo V del 196 a.C. trascritto in tre diverse lingue: il greco, l’egiziano geroglifico e il demotico, una tarda grafia egiziana, il cui nome significa “scrittura popolare”, che probabilmente sostituì, a partire dal VI secolo a.C., il complicato codice di segni sacri geroglifici. Dal confronto delle tre lingue del documento Champollion riuscì finalmente a interpretare i geroglifici e di conseguenza i numerosi millenari messaggi delle piramidi egizie, che raccontano l’idea della morte, della vita e dell’eternità propria di questo affascinante popolo.

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