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Crisi petrolifera anni `70

Tutti a piedi o, al massimo, a “targhe alterne”: scene dell’Italia del 1973, l’'anno del grande choc petrolifero che investe tutto il mondo occidentale, –Stati Uniti compresi, dopo l'’improvviso rialzo dei prezzi deciso dai paesi Arabi, durante la guerra contro Israele. 

In primo piano, la storia di quei giorni: la decisione dei paesi produttori di alzare il prezzo dell’'oro nero, l’'impreparazione dell’'Occidente, le reazioni dei singoli Paesi a cominciare da Stati Uniti e Italia, che scopre una nuova parola nel proprio vocabolario, “austerity”.

Si tratta di una serie di misure per favorire il risparmio energetico, ma saranno soltanto un palliativo. “Le misure che vengono prese e che ricadono sulla vita dei cittadini –ricorda il professor Canali - provocano disagi, ma non irritazioni e rimostranze. La crisi spinge l’'Europa a cercare il petrolio in altri posti nel mondo. Questa penuria di carburante fa pensare alla gente che il secolo del petrolio sta chiudendo i battenti”.

Una crisi che segna anche un deciso spartiacque tra un “prima e un “dopo”, dice ancora Canali: ““I 30 anni dalla fine della guerra al 1973 vengono chiamati i “30 gloriosi”. Dopo, finisce l’'epoca d’'oro del consumismo spensierato. Il ‘'73 è il punto di cambiamento”.

Ci vorrà un anno perché la situazione si sblocchi: nel 1974, a Parigi, nasce l’'Agenzia Internazionale per l’'Energia, l’'organismo istituito dai Paesi occidentali per coordinare le politiche energetiche ed evitare altri choc. Un passato che la crisi del gas tra  Europa e Russia, nel gennaio 2006, ha riportato d’'attualità.

Cristi petrolifera anni '70
con Mauro Canali
di Fabio Bottiglione

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