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Crash - Ritratti

Flusso migratorio, emigrazione, immigrazione: quando si parla di questi  temi, in generale siamo abituati a  trattare la questione asetticamenterifacendoci a statistiche, leggi, snocciolando dati, studiando corsi e ricorsi storici. Spesso  dimentichiamo che dietro ai dati non c’è altro che la  storia personalissima e spesso drammatica di qualcuno, che ciò che definiamo flusso migratorio è invece la vita personale di uomini, donne, bambini. 
 
Storie spesso molto dolorose, fatte di strappi e speranze, di solitudini e riscatti; diverse tra loro, incredibili o ordinarie, che nascono da radici diverse come una guerra, un sogno, una scelta familiare e la povertà, ma che hanno in comune un sogno: la prospettiva di una vita migliore. 
“Ritratti” vuole essere un viaggio al di fuori delle statistiche, il racconto personale di uomini e donne in carne e ossa, con un nome, una data e un luogo di nascita, una famiglia o nessuna famiglia, una vita che è solo la propria. E tra queste vite c’è quella di Silvano, argentino, che decide di partire dalla sua terra per venire nel ricco Nord Est a lavorare in una conceria. E che dopo una giornata di lavoro tra acidi, pelli e mal di schiena, per vincere la solitudine balla il tango con una scopa e si sente più vicino a casa. E c’è quella di Gail, appena dodicenne, nata qua in Italia da genitori filippini che tra i compagni e i banchi di scuola cerca il modo perché la terra che l’ha vista nascere l’accolga davvero. E infine la storia di Ferdi che punta sul reality show per sentirsi accolto e considerato come una persona comune, al di fuori degli stereotipi che il suo essere rom gli riserva quotidianamente. 

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