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CORTOREALE: gli anni del documentario italiano

 Sabato 13 aprile, alle 17.00, una scelta di documentari usciti in sala nel corso dell’anno 1961:

Cinema a tutti i costi regia di Leonardo Autera
A Morrone nel Sangro, sperduto paesino di montagna in provincia di Campobasso, non ancora raggiunto dalla TV, l’arrivo di un proiezionista costituisce un momento di festa per tutta la comunità.

Il Carso regia di Franco Giraldi
Tra l'abbandono delle terre agricole e l'auspicata pacificazione politica con la vicina Jugoslavia dopo il ritorno di Trieste all'Italia, uno sguardo su una zona e il suo popolo, diretto da un regista originario della provincia di Gorizia.

Via dei Piopponi regia di Gian Franco Mingozzi
L'illustrazione dell'architettura di Ferrara, concepita come “città ideale” da Ercole D'Este, durante l'età rinascimentale.

Da mille anni regia di Enzo d'Ambrosio
L’estrazione del marmo di Carrara e gli aspetti di questo duro lavoro, immutato nei secoli.

 Giovedì 18 aprile, alle 23.00, il cinema documentario di Cecilia Mangini, con un'intervista esclusiva per Cortoreale.

Cecilia Mangini nasce a Mola di Bari il 31 luglio 1927, all’età di 6 anni si trasferisce con la famiglia a Firenze, dove nel dopoguerra inizia a frequentare il mondo dei circoli del cinema. Si trasferisce a Roma nel 1952, per dedicarsi alla fotografia.
Documentarista dal 1958, arriva al lungometraggio nel 1962 con All'armi siam fascisti, firmato con Lino Miccichè e il marito Lino Del Fra, con cui realizzerà, in sodalizio, i film La torta in cielo (1972) e Antonio Gramsci - I giorni del carcere (1977), firmandone le sceneggiature. Scrive sceneggiature anche per Marco Leto, La villeggiatura, 1973, e Nico D'Alessandria, Regina Cieli, 2000.
Nel 1983, in coregia con Lino Del Fra, realizza Comizi d’amore ’80, tre puntate per la terza rete Rai che riprende, vent'anni dopo, l'inchiesta pasoliniana per cogliere i cambiamenti di mentalità in materia di amore e sessualità.
Alla sua figura di combattiva e appassionata testimone di un’intera epoca, è stato dedicato nel 2011 il documentario Non c'era nessuna signora a quel tavolo di Lorenzo Conte e Davide Barletti.

Nella puntata vengono proposti i quattro seguenti documentari  diretti da Cecilia Mangini:

Maria e i giorni, del 1960
Uno sguardo “da dentro” della cultura meridionale, attraverso il quotidiano di una anziana donna pugliese.


Stendali' (suonano ancora), del 1960
I canti funebri dei paesi di lingua griga, nel Salento, raccolti in un documentario di “antropologia urgente”, con i testi di Pier Paolo Pasolini.

Divino amore, del 1961
Un'osservazione laica dei pellegrini in visita al tradizionale santuario alle porte di Roma.

Tommaso, del 1967
Un giovane brindisino, Tommaso Lorusso, spera nell'assunzione al “Petrochimico”, sullo sfondo delle lotte sociali di quegli anni.


Giovedì 2 maggio, alle 23.00, il cinema documentario di Giuseppe Ferrara, con un'intervista esclusiva per Cortoreale.

Giuseppe Ferrara nasce a Castel Fiorentino, in provincia di Firenze, nel 1932.
Giornalista pubblicista, autore di varie pubblicazioni sul cinema.
Documentarista dal 1958, debutta nel lungometraggio nel 1970 con Il sasso in bocca. Tra i suoi lungometraggi di maggior successo, Cento giorni a Palermo del 1983, Il caso Moro, 1986, Giovanni Falcone, 1993, e I banchieri di Dio – Il Caso Calvi, del 2002, che coniugano impegno civile e gradimento del pubblico.

Nella puntata vengono proposti i quattro seguenti documentari diretti da Giuseppe Ferrara:

Tre pezzi cento lire, del 1961
Tra finzione e realtà, il lavoro precario, nel periodo del miracolo economico, di tre ragazze romane che vendono saponette per conto di un'anziana signora.

Il covo, del 1962
Ispirato da un fatto di cronaca la storia di alcuni ragazzini di borgata fuggiti da casa, con l'intenzione di abitare insieme.

Il mercato dei posti letto, del 1962
Le difficoltà di un gruppo di cameriere con la loro affittacamere.

Minatore di zolfara, del 1962
Le conseguenze sulla salute dei minatori, in seguito allo scoppio di grisù a Gessolungo, in Sicilia.

Giovedì 9 maggio, alle 23.00, il cinema documentario di Francesco Maselli, con un'intervista esclusiva per Cortoreale.

Francesco Maselli nasce a Roma nel 1930, da una famiglia borghese e intellettuale. A soli 19 anni si diploma al Centro Sperimentale di Cinematografia, dove incontra Michelangelo Antonioni, di cui diventa collaboratore. Esordisce nel lungometraggio nel 1955 con Gli sbandati, menzione speciale alla Mostra di Venezia.
La sua attività di autore cinematografico è sempre stata accompagnata da un forte impegno civile e politico per il cinema di qualità. Tra i film da lui diretti, I delfini, 1960, Gli indifferenti, 1964, tratto dal romanzo di Moravia, Lettera aperta a un giornale della sera, 1970, Storia d'amore, Leone d'argento a Venezia 1986, e Le ombre rosse, che nel 2009 riceve il Premio Bianchi alla 66 Mostra del cinema di Venezia.

Nella puntata vengono proposti i quattro seguenti documentari diretti da Francesco Maselli:

Campioni per due ore, del 1957
Le speranze degli aspiranti pugili di una palestra popolare a Roma.

I bambini al cinema, del 1958
Le reazioni dei bambini durante la proiezione di un film al “Cinema dei piccoli” a Villa Borghese, a Roma.

Un fatto di cronaca, del 1958
Indagine su un tentato suicidio di una ragazza, aspirante attrice, in una camera d'albergo, girato in un unico piano sequenza.


Adolescenza, del 1959
Le problematiche psicologiche, fisiologiche e sociali degli adolescenti.

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