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Biennale Democrazia - I grandi discorsi della liberazione

Scrivere per sentirsi vivi, per non smettere di essere partecipi della vita dei propri cari. In otto anni, tre mesi e otto giorni di reclusione, Vittorio Foa scrisse 525 lettere, 5 cartoline e un telegramma, che ci lasciano una lettura disincantata degli eventi del nostro Paese: dalla preparazione della guerra etiopica alla catastrofe militare dell’Italia, alla fine del fascismo.

Una riflessione filtrata dallo sguardo di un intellettuale antifascista e di un protagonista del Novecento italiano.

Nel video, Giuseppe Cederna legge Lettere della giovinezza. Dal carcere (1935-1943) di Vittorio Foa con l'introduzione e il commento di Carlo Ginzburg

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