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Berlinguer e la "questione morale"

Berlinguer pone come prioritaria la questione morale. Non era la prima volta - spiega la storica Simona Colarizi - che veniva evocata la questione morale, che era stata il cavallo di battaglia del Pci negli anni della prima Tangentopoli. Si era nel 1975 quando un’ondata di scandali, tra quelli più noti il caso Lockheed e il Banco Ambrosiano, scuotevano il paese e mettevano in difficoltà i partiti del governo. Alle elezioni regionali del 1975 e a quelle politiche del 1976 il Pci di Berlinguer si era presentato agli elettori come il “partito degli onesti”. Uno slogan propagandistico che faceva grande presa sugli elettori a tal punto che gli avversari democristiani temevano il sorpasso dei comunisti. In aiuto della Dc arrivava Indro Montanelli che invitava gli italiani a votare Dc "turandosi il naso".
La campagna sulla questione morale riprendeva dopo il 1979, quando ormai la stagione del compromesso storico si era chiusa. Scandali vecchi e scandali nuovi gettavano fango sul mondo politico: basta pensare al caso Sindona, a Calvi, trovato impiccato sotto il ponte dei frati neri a Londra e al caso della P2. Questa volta però la questione morale (che tanta parte avrebbe avuto nel crollo della cosiddetta Prima Repubblica) era l’unica arma rimasta al Pci, che tornato all’opposizione si trovava isolato e iniziava un lento declino.

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