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Balvano: il titanic ferroviario

Balvano, 3 marzo 1944:  un piccolo centro lucano, in una fredda notte invernale, diventa teatro della più grande tragedia ferroviaria europea, più di 600 morti e nessun colpevole. Rai Storia, a 71 anni dall’anniversario, dedica una puntata  speciale ad una tragedia italiana pressoché dimenticata  tentando di spiegare il perché di tale oblio. 
 
La tragedia ferroviaria di Balvano avviene in un momento difficile della Seconda Guerra Mondiale: l’Italia è divisa in due, a sud gli Alleati e a nord i tedeschi e la Repubblica di Salò, la popolazione è dunque devastata e allo sbando, poverissima. Molti abitanti della zona costiera campana, per procurarsi da mangiare non esitano  ad assaltare i pochi treni merci che potrebbero condurli nelle campagne lucane, laddove vi è ancora qualcosa con cui sfamarsi e operano il baratto, unico mezzo di sopravvivenza che evita alle loro famiglie di morire di fame.
E’ dunque in questa difficile congiuntura storica che il treno merci 8017, stracarico di viaggiatori “clandestini” il 3 marzo 1944, per molteplici cause tecniche e per uno scherzo del destino, finisce tragicamente il suo viaggio in una galleria della Basilicata, e insieme ad esso più di 600 italiani, disperati, perdono la vita, asfissiati dai fumi delle locomotive.
 
Qual è stata la vera dinamica dell’incidente?  Chi ha pagato per questa immane sciagura? E soprattutto, perché i giornali e le agenzie stampa dell’epoca diedero pochissimo spazio alla tragica notizia?  Lo speciale di Rai Storia cerca di raccontare gli esiti della tragedia con l’aiuto di Gianluca Barneschi, autore del libro “Balvano 1944”, che per primo ha desecretato gli atti delle indagini svolte dagli alleati sull'incidente ferroviario, e con la preziosa  testimonianza di Raffaele Bellucci, uno dei pochissimi superstiti e di Domenico Striano, figlio di una delle vittime.

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