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Athasius Kircher. L`uomo che sapeva tutto

Astronomo, letterato, matematico, egittologo, geologo, ottico, poliglotta, Athanasius Kircher incarna in un’unica persona il sapere enciclopedico, caratteristica che fa di lui l’uomo più colto del suo tempo. È lui iol protagonista del doc “Athanasius Kircher. L’uomo che sapeva tutto”, di Ilari Dessi, con la regia di Graziano Conversano, in onda lunedì 31 ottobre alle 21.10 su Rai Storia. Nato nel 1602 a Geisa, non lontano da Francoforte in Germania, entra nel Collegio Gesuita di Fulda all’età di 14 anni. Dopo aver insegnato in patria matematica, filosofia e lingue orientali, a causa della Guerra dei Trent’anni (1618 – 1648), nel 1631 è costretto a trasferirsi ad Avignone, in Francia. Nello stesso anno pubblica il suo primo libro “Ars magnesia”, uno studio sul magnetismo. Pochi anni più tardi, nel 1635, viene chiamato da Papa Urbano VIII a Roma (dove vivrà fino alla sua morte, avvenuta nel 1680) per insegnare scienze matematiche al Collegio Romano. Collezionista e appassionato di Oriente, proprio qui, fonda nel 1651 il Museo Kircheriano (Wunderkammer) che diventerà un polo di attrazione per gli studiosi provenienti da tutto il mondo.

L’enciclopedismo di Kircher fa da sfondo al suo progetto di scienza universale, che inquadra l’eclettismo erudito scientifico-filosofico del Seicento e rimanda alla struttura e alla sistemazione del sapere dei nostri giorni, dunque all’epoca della globalizzazione della conoscenza. Quella di Kircher non appare come una erudizione fine a se stessa, ma come la manifestazione di una fede nella profonda unità del reale, che lega fenomeni e cose attraverso invisibili corrispondenze.

Il gesuita di Geisa non si configura, dunque, come uno “scienziato puro”, ma piuttosto è affascinato dall’applicazione delle scienze alla vita quotidiana e a ciò che esse possono rivelare dei segreti del mondo e di Dio. La sua profonda religiosità lo spinge a ricercare ovunque un messaggio divino, nella natura e nell’uomo. Nonostante il misticismo del suo sapere le sue intuizioni sono sopravvissute per oltre cinque secoli, fino ad arrivare ai giorni nostri.

Il personaggio è raccontato da Massimo Bucciantini, docente di Storia della Scienza all’Università di Siena; Giuliano Mori, ricercatore presso l’Institute Advanced Study di Princeton; Paul Oberholzer, docente di Storia Medievale alla Pontificia Università Gregoriana; Irene Pedretti, archivio storico della Pontificia Università Gregoriana; Clara Rech, dirigente scolastico del Liceo E.Q. Visconti (ex Collegio Romano) e Ingrid D. Rowland, docente di Storia Romana Rinascimentale e Barocca alla University of Notre Dame di Roma.

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