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Amintore Fanfani, l`orizzonte del potere

La parabola politica di Amintore Fanfani è stata un susseguirsi di eventi, incarichi e responsabilità, che hanno portato lo statista toscano al centro della storia italiana.
Economista raffinato, cattolico intransigente, uomo politico astuto e ambizioso, Fanfani ha attraversato per quarant'anni la scena politica italiana, con ruoli da protagonista: cinque volte presidente del consiglio, tre volte presidente del Senato, più volte ministro, due volte segretario della Dc.
 
Caustico, irriverente, visionario, pittore amatoriale, ma anche uomo permaloso e diffidente, Fanfani è stato protagonista del primo embrione di centrosinistra, dell'apertura politica ai mercati orientali, uomo chiave di vicende diplomatiche.
Il racconto della sua vita politica è quello dei suoi successi, ma anche degli insuccessi, primo tra tutti la mancata elezione al Quirinale del 1971. Sconfitto anche nel referendum per l'abrogazione del divorzio del 1974, nel quale "mise la faccia" in favore del sì, e unico uomo politico della Dc a sostenere la tesi della trattativa nei drammatici mesi del caso Moro, Fanfani sarebbe rimasto anche negli ultimi anni un faro della democrazia italiana, che servì con grande senso dello Stato facendosi trovare pronto a guidare due volte dei governi di transizione.
 
A raccontare il Fanfani politico e uomo, la figlia Marina Fanfani, lo storico Pietro Craveri, il giornalista del Corriere della Sera Francesco Verderami, e l'ex dg Rai, Ettore Bernabei.
 “Ai tempi di Fanfani il potere era,” ricorda Francesco Verderamicome dire, proiettato verso un disegno politico, un’idea di Paese, un orizzonte da dare e Fanfani aveva un orizzonte e lo diede, questo orizzonte”.
 
La figlia Marina fa un ritratto personale di Fanfani come uomo e padre. E ricorda: “Ci teneva moltissimo alla sua pittura, al suo dipingere. Aveva a casa, noi avevamo la casa a due piani, al piano di sopra c’era lo studio del papà e accanto al suo studio c’era una stanza adibita alla stanza di pittura. […] Si divertiva moltissimo a dipingere, cominciando a fare ritratti a tutti noi, ovviamente, ognuno di noi sette ci ha ritratti, tantissimi ritratti della mamma e poi si divertiva, quando lui viaggiava aveva sempre un piccolo taccuino sul quale, invece di prendere appunti, faceva degli schizzi, dei disegni.

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