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Amelia Earhart: l`aviatrice

La sua vita e anche la sua morte sono diventate così leggendarie che, a distanza di settant’anni dalla scomparsa si cerca ancora il relitto del suo aereo misteriosamente inghiottito dal Pacifico nel 1937.

Amelia Earhart infatti, con i suoi capelli corti e i suoi completi da aviatore non è stata soltanto la regina dei cieli ma per le donne americane è diventata un’icona dei movimenti femministi. Un simbolo che arriva fino ai giorni nostri.

Quando Amelia Earhart comincia a sfidare i cieli, negli anni 20, l’aviazione vive la sua epoca d’oro.

Dai voli dei fratelli Wright che duravano pochi minuti ora gli aerei sono già in grado di trasvolare i mari, di trasportare carichi e di gettare bombe.

Anche alcune donne si sono cimentate alla cabina di pilotaggio. La prima a prendere il brevetto da pilota, nel 1909, è una giovane attrice francese, Raymonde de Laroche ma nessuna diventerà famosa come lei.

Secondo Mauro Canali, la figura di Amelia Earhart è stata il frutto di una grande operazione di marketing fin dall’inizio delle sue imprese ed è un’immagine commerciale che ancora funziona.

L’America le ha dedicato piazze, statue, francobolli e film. Dopo il successo della trasvolata atlantica in solitaria nel 1932, Amelia visita l’Europa dove viene accolta come un Capo di Stato. A Roma incontra Mussolini e Italo Balbo che poi si ispirerà proprio a lei per la sua impresa atlantica.

Il tempo e la storia: Anna Earhart: l'aviatrice

di Michela Guberti

con prof. Mauro Canali

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