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Alba De Cespedes e la polizia del regime

Nasce a Roma la scrittrice Alba De Cespedes. Quando si e’ discusso in passato sul consenso al regime fascista. Molti studiosi si sono un po’ persi nel meandro del dibattito e hanno trascurato del tutto un aspetto del regime e dunque la ricaduta sul consenso che il regime ebbe, cioe’ l’ aspetto intimidatorio che proveniva agli intellettuali, alla gente, dall’ostentazione che il regime faceva di un potere poliziesco efficiente e capace di colpire. Un caso esemplare e’ quello di Alba de Cespedes, la scrittrice che nel 35 viene intercettata al telefono mentre sta facendo un discorso che al regime non piace. Ma e’ un passaggio breve. Alba De Cespedes dice a una sua amica nell’evenienza di una guerra in Etipia: “ Ci stanno spingendo a questa guerra perche’ siamo degli stupidi (alludendo agli italiani)” . La rappresaglia poliziesca e’ immediata. Bocchini di sua mano verga l’ordine dell’arresto e lo fa in tre punti : 1. Fare arrestare Alba De Cespedes, 2. Farla rinchiudere alle Mantellate, 3. Farle dire di non fare discorsi stupidi. Alba De Cespedes rimarra’ alle Mantellate per 6 giorni ma quando esce ha capito molto bene la lezione perche’ sparisce dagli archivi della polizia nel senso che non dara’ piu’da fare al controllo poliziesco e rientrera’ nei ranghi di molti di quegli intellettuali che non infastidirono di certo il regime.

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