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6 maggio 1976. Terremoto in Friuli

Quarant’anni sono passati da quella calda serata del 6 maggio 1976 quando una scossa violenta di terremoto, in meno di un minuto, ha provocato un migliaio di vittime in Friuli .

Il documentario - firmato da Antonia Pillosio- è costruito sulla base di spunti inediti suggeriti in momenti diversi dal Commissario Straordinario Giuseppe Zamberletti, che ha condiviso con la comunità friulana quei tragici momenti e ci aiuta a comprendere meglio questo terremoto che ha segnato la storia moderna del Friuli.

Mille morti, tra maggio e settembre del 1976, un arco di tempo durante il quale le scosse sono state centinaia, centomila i senzatetto, migliaia le case , le chiese, le aziende distrutte in un attimo.

Si commemora non solo la morte e la distruzione, ma sopratutto si ricorda l’impresa straordinaria compiuta dai friulani che, dopo il sisma del ’76, sono riusciti a rimettere in piedi le loro case distrutte dalle scosse diventando protagonisti di una esemplare opera di ricostruzione riconosciuta come “Modello Friuli”.

Tra gli intervistati: l’allora Sindaco di Gemona Ivano Benvenuti; Paolo Medeossi, cronista del Messaggero Veneto; Mons. Sergio Di Giusto e Salvatore Varisco, Assessore Regionale alla ricostruzione nel 1976.

Ad arricchire la puntata tantissime sono le immagini dalle Teche Rai e altre, che sono state offerte dal Museo Tiere Motus dell’Associazione dei Comuni terremotati e dei Sindaci della ricostruzione, presente nel borgo medievale di Venzone.

Tra queste particolari sono le simulazioni in 3D in audio e video della caduta del Duomo di Venzone, presenti nel museo, nella sala del simulatore, a cura del Laboratorio di Interazione Uomo-macchina ( HCI Lab) dell’Università di Udine.
         

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