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41 anni fa, il rogo di primavalle

Nella notte tra il 15 e 16 aprile 1973, almeno 3 militanti del gruppo della sinistra extraparlamentare di Potere Operaio - Achille Lollo, Marino Clavo e Manlio Grillo - danno fuoco con la benzina alla porta di casa di Mario Mattei, segretario della sezione del MSI del quartiere Primavalle, alla periferia nord di Roma. Nell'incendio che si sviluppa muoiono orribilmente bruciati vivi due dei suoi figli, Virgilio e Stefano Mattei, di 22 e 10 anni.

L'orrore è grande ma la verità stenta a venir fuori. La stampa di sinistra, insieme a taluni intellettuali e politici del PCI mistifica l'accaduto fino a dipingerlo come una faida interna tra missini. I tre criminali intanto fuggono all'estero e - pur poi condannati in contumacia e, nel caso di Lollo, anche rei confessi - restano, a tutt'oggi, impuniti.

Nel 2013, a quarant'anni di distanza da quei fatti, Giampaolo Mattei, il più piccolo dei 6 fratelli, ne parla alla trasmissione di approfondimento del TG2, con Nicola Rao, responsabile della TGR Lazio e autore di vari libri su quegli anni di violenza politica.

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