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’40 - ’43: guerra nel deserto

 Alla vigilia della Seconda guerra mondiale, l’Italia domina la Libia e il Corno d’Africa. Poco per ambire allo “status” di potenza coloniale, ma sufficiente perché Mussolini possa esibire il suo impero al mondo. Con lo scoppio della guerra il Duce sogna di estendere l’impero a tutto il nord Africa, ma viene sconfitto, mettendo fine alla modesta avventura coloniale italiana.

Una pagina di storia ripercorsa da Massimo Bernardini con il professor Mauro Canali a “Il Tempo e la Storia”, il programma di Rai Cultura.

Il generale Graziani, del quale “Il Tempo e la Storia” mostra alcune pagine inedite del suo diario personale, inizia la campagna d’Africa con riluttanza e pieno di dubbi, perché conosce la debolezza degli armamenti italiani.

Ma nulla può fermare le mire espansionistiche di Mussolini che sogna un posto di prestigio al tavolo dei vincitori. Dopo gli iniziali successi degli italiani, gli inglesi prendono il sopravvento e la Germania di Hitler è costretta a mandare in Libia l’Afrikakorps, guidato dal generale Rommel.

Da questo momento nel deserto inizia un logorante confronto tra inglesi e forze dell’Asse, che vive il suo momento decisivo con la disfatta di questi ultimi nella grande battaglia di El Alamein e si conclude qualche mese dopo con la conquista di Tunisi da parte degli Alleati.

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