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Rapido 904. Una Strage al buio

Diario Civile con un’introduzione del Procuratore Nazionale Antimafia, Franco Roberti

RAPIDO 904. Una strage al buio

Di Alessandro Chiappetta, regia di Agostino Pozzi

Sono passati 31 anni dal dicembre del 1984, che per  l’Italia non fu un Natale di festa. Il 23 dicembre, infatti, una bomba piazzata sul Rapido 904, aveva ucciso 15 persone (che nel tempo sarebbero diventate 16) e ne aveva ferite 267.

Un eccidio che sconvolse il paese,  appena uscito da quindici anni violenze e angoscia provocate dal terrorismo politico di destra e sinistra. E al terrorismo si pensò subito nelle indagini iniziali, prima di capire che dietro la strage c’era un’alleanza tra mafia, camorra ed eversione di destra, come hanno poi dimostrato i processi degli anni successivi. L’obiettivo era distrarre l’opinione pubblica e spostare l’attenzione delle forze investigative dalla Sicilia, dove le inchieste di Falcone e Borsellino stavano segnando colpi importanti contro Cosa Nostra.

A distanza di tanti anni, le vittime della strage del Rapido 904 sono ancora segnate da quella esperienza, nel corpo e nello spirito. Alcune di loro ricostruiscono gli attimi dell’esplosione, la paura e la sofferenza di quei momenti, vissuti anche attraverso le immagini della Rai che ripresero l’arrivo di morti e feriti alla stazione di San Benedetto val di Sambro.

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