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Porzûs l`eccidio

Partigiani contro partigiani. Una pagina tragica e controversa, passata alla storia come l’eccidio di Porzûs: diciassette morti, dopo undici giorni di caccia all’uomo tra le malghe del comune di Faedis, Udine, sulle Alpi Giulie.  Tra le vittime c’è anche Guido Pasolini, fratello di Pier Paolo. Un episodio ricostruito dal professor Raoul Pupo.

Una storia che comincia il 24 dicembre del 1944 quando la Brigata partigiana Osoppo dell’Est, unita alla Divisione Garibaldi – Natisone, non accetta di attraversare l’Isonzo per unirsi all’Esercito di Liberazione Popolare della Jugoslavia, come fanno, invece, i garibaldini. Il rapporto tra i due gruppi di partigiani si fa teso: i primi, che hanno tra le proprie fila ex militari e volontari di diverse estrazioni politiche, non vedono di buon occhio la propensione dei secondi per gli jugoslavi, con la “benedizione” del Partito Comunista Italiano.

A rendere ancora più tesa la situazione arrivano anche reciproche accuse di tradimento e si arriva all’eccidio, che si consuma fino al 7 febbraio 1945.

Dopo la guerra i responsabili vengono processati e condannati, ma l’eccidio di Porzûs continua a far discutere.Per una sorta di “pacificazione” storica bisogna attendere il 2001 con l’abbraccio tra il partigiano osovano monsignor Redento Bello, detto «Candido», e Giovanni Padoan, detto «Vanni», commissario politico della Divisione Garibaldi-Natisone. Nel 2012, poi, il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, si reca in visita ufficiale a Faedis, nella zona dell’eccidio.

Porzûs l'eccidio
con Raoul Pupo
di Gianluca Miligi

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